Tonno radioattivo? Fukushima, FAO 61 FAO 71 i nomi e le sigle che spaventano. Facciamo chiarezza.

Sta letteralmente impazzando sul web l’allarme relativamente al Tonno radioattivo. Il messaggio ingannevole è il seguente “Controllate il tonno più economico che trovate nei supermercati, dove c’è stampato FAO 61 o FAO 71 è tonno proveniente dal mar del Giappone dov’è stata riversata l’acqua contaminata di Fukushima. Molti produttori fanno inscatolare il tonno in località non sospette con etichette italiane o europee per non far capire che il pescato proviene dal Giappone. Controllate sempre il numero Fao.” L’allarme è fuorviante  e ingannevole perché vengono messe in relazione due zone diverse: la 61 che riguarda Oceano Pacifico del Nord Ovest, zona che comprende l’area del Giappone, dove non viene pescato il tonno qualità pinne gialle commercializzato e venduto in scatola in Italia, con la zona 71 antistante Filippine, Indonesia, Papua Nuova Guinea e Australia del Nord, questa si zona di pesca del tonno pinne gialle, ma distante migliaia di km di distanza dalla zona del disastro nucleare. Inoltre i tonni pinne gialle della zona 71 non sono più economici dei tonni pinne gialle pescati nelle zone ad esempio 51 e 57 dell’Oceano Indiano.

zonefao
COSA SONO LE ZONE FAO. Sono le zone di pesca in cui è stato suddiviso il globo dalla FAO
http://www.fao.org/fishery/area/search/enZONE DI CATTURA
ZONE DI CATTURA
Atlantico nord-occidentale Zona FAO n. 21
Atlantico nord-orientale Zona FAO n. 27
Mar Baltico Zona FAO n. 27.III.d
Atlantico centro-occidentale Zona FAO n. 31
Atlantico centro-orientale Zona FAO n. 34
Atlantico sud-occidentale Zona FAO n. 41
Atlantico sud-orientale Zona FAO n. 47
Mar Mediterraneo Zone FAO n. 37.1, 37,2 e 37,3
Mar Nero Zona FAO n. 37,4
Oceano Indiano Zone FAO n. 51 e 57
Oceano Pacifico Zone FAO n. 61, 67, 71, 77, 81 e 87 le zone che interessano a noi http://www.fao.org/docrep/w1310e/w1310e04.htm
Atlantico Zone FAO n. 48, 58 e 88

IL TONNO IN SCATOLA PINNE GIALLE NON PROVIENE DALL’AREA 61- Il tonno pinne gialle che è la tipologia di tonno venduto nei supermercati e confezionato in scatola o vetro è pescato nella zona 71 (Pacifico Occidentale Centrale – antistante Filppine, Papua Nuova Guinea, Indonesia e Australia del nord) o nella aree dell’ Oceano Indiano (zone FAO 51 e 57) caratterizzate da calde acque tropicali molto più calde rispetto a quelle della zona 61 dove non è presente questa tipologia di tonno per le temperature più fredde. La zona FAO 71 (il cui confine a nord dista 4000 km da Fukushima e quello a Sud raggiunge l’Australia) fornisce una buona fetta del tonno a pinne gialle (oltre il 60%) mondiale. Il tonno proveniente dalla zona 71 non è affatto “più economico” di altri come invece si vuole far credere dai post allarmistici messi in giro. Il tonno a pinne gialle inscatolato e lavorato in larga prevalenza in Italia non è quindi presente nell’area 61 (quella che dall’artico arriva fino al Giappone) poiché predilige le acque calde tropicali che non sono tipiche dell’area antistante il Giappone. Quindi i post messi in rete allarmistici sono ingannevoli.

NELLA ZONA 61 ALLORA COSA SI PESCA? – Nella zona 61 che interessa l’area della fuga radioattiva a differenza del tonno pinne gialle è pescato altro tipo di pesce, come il tonno rosso che si trova anche nel Pacifico Nord. Occidentale e nel Mar Mediterraneo http://www.fao.org/docrep/w1310e/w1310e04.htm. La zona di pesca 61 che è l’unica eventualmente a rischio è stata oggetto anche di controlli e di raccomandazioni da parte dell’UE  che ha dato mandato ai Paesi membri di fare controlli a campione per controllare il quantitativo di Caesio- 134 e Caesio-137

RADIOATTIVITA’ –  Uno studio apparso sui “Proceedings of the National Academy of Sciences” a firma di Nicholas S. Fisher della Facoltà di scienze marine e atmosferiche della Stony Brook University, nello Stato di New York, ha calcolato le dosi a cui è stato esposto l’insieme della flora e della fauna del Pacifico, e le possibile conseguenze sanitarie per l’essere umano, quantificando in particolare il rischio per il livello di esposizione della popolazione statunitense, che è risultato trascurabile perché molto inferiore al livello di radioattività naturale e ad altre fonti di radioattività quali gli apparecchi medicali o i viaggi in aereo. Leggi: http://www.lescienze.it/tonno_contaminazione_radionuclidi_fukushima-1685423/

geiger_tonno_non_radioattivo

REAZIONI DEI CONSUMATORI – C’è qualche consumatore come Alessandro Nalli, che per rassicurare gli altri ha postato su facebook la foto del suo misuratore Geiger (vedi foto sopra) che segnala la totale assenza di radioattività proveniente dalle scatolette di tonno se non quella naturale. “Ho controllato alcune scatolette di varie marche che avevo con il mio contatore geiger – scrive Alessandro aggiungendo – nessuno uomo di mondo dovrebbe farselo mancare e sinceramente non ho misurato NESSUNA RADIOATTIVITA’ (oltre quella naturale di fondo, tanto per dire che lo strumento funziona).” E all’obiezione di qualcuno che gli scrive “Dovresti sapere che le radiazioni non escono dalla scatola chiusa” risponde “i raggi gamma escono eccome, comunque una l’avevo pure aperta.” 


Qualche consumatore allarmato ci chiede: “
Ma perché non consumiamo tonno pescato nel Mediterraneo?” Se la domanda è relativa al tonno qualità pinne gialle, la risposta è che nel Mediterraneo è assente questo tipo di pesce. Nel Mediterraneo (FAO 37) è invece presente il tonno rosso, molto più pregiato del tonno giallo e più costoso. Il tonno rosso si trova anche nell’area incriminata FAO 61 del Pacifico Nord. Occidentale e nell’Atlantico Nord Orientale e nell’Atlantico Nord Occidentale (FAO 21 e FAo 27) ma è un pesce capace di arrivare a costare centinaia di €/kg. Il tonno rosso noto per il colore rosso delle sue carni, è il tonno per eccellenza per il sashimi dei giapponesi e infatti è molto richiesto proprio dal Giappone che consuma l’80% del tonno rosso de Mediterraneo, tanto più apprezzato quanto di taglia grande e quindi con maggior massa grassa. Può raggiungere dimensioni superiori ai tre metri e superare i 500 Kg di peso. La lenta crescita e riproduzione, abbinata al massiccio sfruttamento ne fanno una tra le specie più a rischio estinzione purtroppo.


CONTROLLI E TRASPARENZA –
Detto ciò sappiamo bene che in queste ore i consumatori allarmati staranno leggendo le etichette del tonno che hanno a casa cercando le sigle FAO 61 e 71, pubblicando le foto in rete. E’ bene specificare che la norma sull’etichettatura dei prodotti ittici non obbliga all’indicazione della zona di pesca in etichetta nel caso del tonno inscatolato (ma solo nel caso del prodotto non trasformato), quindi non è detto che troviate questa indicazione. Solo aziende che hanno scelto la via della trasparenza la indicano e paradossalmente sono quelle in questo momento più prese di mira rispetto a quelle che non hanno specificato la zona di pesca. Un esempio è il tonno della Coop  il cui tonno è lavorato e confezionato da Nino Castiglione: per trasparenza verso il consumatore viene specificata l’area di pesca del proprio tonno nella zona FAO 71 Pacifico Occidentale Centrale antistante Filppine, Papua Nuova Guinea, Indonesia e Australia del nord. La zona 71, il cui confine a nord dista 4000 km da Fukushima e quello a Sud raggiunge l’Australia, come abbiamo detto non è corretto equipararla alla zona 61 sia per la grande distanza dal Giappone sia perché in quella zona non si trova il tonno a pinna gialla.

Anche produttori come Asdomar specificano in una pagina di chiarimento la sicurezza del tonno pescato nella zona FAO 71:
In relazione a quanto avvenuto in Giappone a partire dall’ 11 di Marzo 2011, desideriamo rassicurare i consumatori e i clienti sulla sicurezza e la qualità di tutti i nostri prodotti ASDOMAR. Non acquistiamo nè abbiamo mai acquistato tonno proveniente dalla zona FAO 61 – Oceano Pacifico del Nord Ovest, zona che comprende l’area del Giappone, l’unica dichiarata eventualmente a rischio, secondo quanto indicato dalla Unione Europea.
Utilizziamo per le nostre produzioni esclusivamente tonno a pinne gialle che non vive in quelle acque per via delle temperature troppo basse. Il nostro tonno viene infatti pescato nelle calde acque tropicali degli oceani Indiano (zone FAO 51 e 57) e Pacifico Occidentale Centrale (zona FAO 71), quindi in questo ultimo caso, lontano dalle acque antistanti il Giappone.
 
La nostra produzione viene effettuata in conformità alle leggi europee e nazionali secondo quanto stabilito dal “pacchetto igiene” (Regolamenti CE 852/04, Regolamento CE 853/04 e Regolamento CE 178/02), che impone regole igienico sanitarie e di sicurezza da adottare in tutte le produzioni alimentari e lungo tutta la filiera produttiva.Effettuiamo numerosi e severi controlli sulla materia prima, per garantirvi un prodotto di elevata qualità, pregiate caratteristiche organolettiche e, soprattutto, certificata sicurezza, pilastro fondamentale del rapporto di fiducia con il consumatore.
 
A titolo di ulteriore rassicurazione dei consumatori, già dal 2011 monitoriamo l’eventuale presenza di isotopi radioattivi attraverso misurazioni che vengono effettuate direttamente allo scarico dei tonni dell’oceano Pacifico che arrivano interi nel nostro stabilimento.
tonnoinscatolaradioattivo
  • Valentina Diacono

    La gente, non capisce niente. Sono come le pecore. Ovviamente che potrebbero dire coloro che pescano i tonni? Con tutto il giro d’affari, pensate che dicano la verità’? OVVIO che cercano di smentire tutto…. LO SCHIFO lo danno a mangiare a NOI tanto… e chissà’ quante ne combinano, questi sporchi esseri umani!

  • Valentina Diacono

    la situazione aggiornata di fukushima non è nemmeno delle migliori…. la radioattività’ c’e’ la stiamo beccando tutta pure noi… altro che pesce proveniente da zona 61 che è sicura.. ma quale SICURA? E’ PIENO di radioattività’ in tutte quelle zone!

    http://news.nationalgeographic.com/news/energy/2013/08/130807-fukushima-radioactive-water-leak/

  • Enrica Salvatori

    Mi sembra che l’articolo di “le Scienze” inkato sia molto chiaro. Link a blog e a immagini che si leggono nei commenti non hanno invece nulla di scientifico.

  • tharr

    http://americanlivewire.com/fukushima-nuclear-radiation-spreading-across-the-pacific-ocean/

    Se leggi l’articolo (io l’avrei fatto fossi stato in te) ti renderai conto che l’autore dell’articolo originale spiega esattamente ciò che ha supposto Andrea: quella è la cartina dove viene stimata l’altezza dell’onda dello tsunami ed è stata strumentalizzata per fomentare il panico riguardo il disastro nucleare. E’ vero, i governi mondiali hanno cercato e stanno cercando di coprire questo immenso disastro ecologico ma non si può ingoiare tutto ciò che leggiamo su internet come la verità assoluta.
    Usare il proprio cervello please….
    Riguardo al tonno.. Ognuno è libero di agire secondo la propria coscienza…

  • Davide Ticconi

    Ma cosa volete rassicurare!! Ma il principio di precauzione non lo conoscete? Sarebbe più utile dire che è meglio evitare pesce proveniente da quelle zone piuttosto che riportare le rassicurazioni (di parte) delle multinazionali del tonno in scatola. Fate disinformazione.

  • maggicopinti

    Il tonno pinna gialla esiste, eccome, semplicemente non vive nell’area in cui si trova fukushima perché troppo fredda per la specie (che vive in acque subtropicali).

  • ALESSIO

    MA NON FATECI RIDERE SI SONO SVERSATI IN MARE MIGLIAIA DI TONNELLATE DI LIQUIDO RADIOATTIVO DALL’INCIDENTE A OGGI…IL PESCE ERA GIA’ RADIOATTIVO PRIMA..PER NON PARLARE DELLE NAVI DEI VELENI….E VORRESTE FARCI CREDERE CHE IL TONNO PESCATO A “MIGLIAIA DI KM E’ SANO??” ….”FACCIAMO CHIAREZZA!!!…DICE IL POST…” FORSE LA CHIAREZZA DOVREMMO FARCELA NOI CHE COMPRIAMO….OGNUNO PER CARITA’ PUO MANGIARE TUTTO CIO’ CHE VUOLE (IO SONO VEG AD ES), MA QUESTO MI SEMBRA UNA GRAN PRESA PER IL…APRIRE GLI OCCHI PRIMA DELLA BOCCA.
    CARI IOLEGGOLETICHETTA ALTRIMENTI SONO SOLO DANNI A VANTAGGIO DELLE MULTINAZIONALI CHE ORMAI QUESTI POVERI CADAVERI LI DEVONO VENDERE…RADIOATTIVI O MENO!

  • marta

    ho il tonno marchio COOp e stà proprio scritto sopre la scatoletta FAO71

  • falco

    E possibile que la radioativita contenuta nell scatole de tonno é anche altri produtti del mare vanno aumentando el tempo che la radioattivita è assorbita per tutta la catena alimentare? forze dvrebbe aumentare per el efetto accumulo?

  • GOMBLODDISDA

    E’ TUTTO UN GOMBLODDOOOO DIETRO AI TONNI CI STA LA BILDENBERG SIONISTA PRODUTTRICE DI SCIE CHIMICHE ANTI CARNE, I TONNI RADIOATTIVI HANNO ABBATUTO LE TORRI GEMELLE, DIVENTATE VEGAN NESSUNO E’ SICURO DAI GOMBLOTTI DEL FMI E DELLA FED E DELLA FAO E DELL’UNESCO !

  • Prolife comunista

    Colpa del Signoraggio e di Israele.

  • Vegetariano68

    Colpa degli USA e di Obama che vuole il petrolio Siriano e ammazza tutti col tonno, io ho provato, avevo una scatoletta della FAO in questione, si spezza con un grissino all’urANO! Così sono diventato vegetariano e la vita mi sorride.

  • Militanza Vegana Antagonista

    VEGETARIANO! SEI UNA PERSONA DI MERDA! NON CI PENSI A TUTTI QUEI SIONISTIFASCISTIBANCARI CHE SFRUTTANO GLI ANIMALI PER PRODURNE I DERIVATI PER CONTROLLARE LE MENTI ATTRAVERSO LE PROTEINE ANIMALI ALTAMENTE CANCEROGENE?

    SOLO I VEGANO SONO SALVI DA QUESTO MONDO DI GOMBLODDI

  • Centro sociale random

    Per me è tutto un gomblotto della polizia per indebolirci quando andiamo a prendere le manganellate in difesa dei diritti dei popoli Baschi.

    A.C.A.B. NO TESSERA DEL TIFOSO

  • Luca Arrighi

    Interessante articolo, ma che evidenzia solo una parte di zona colpita dalle radiazioni, mentre i tonni possono coprire distanze ben maggiori di un semplice fetta d’oceano. Considerando poi le passate esperienze di alimenti che non avevano nulla a che fare con questo nome, fatico a dar credito a delle aziende che per lucro venderebbero qualsiasi cosa pur di guadagnarci….

  • Luca Nobile

    È falso che il confine settentrionale dell’area FAO 71 disti 4000 km da Fukushima, come sostiene l’articolo. Da questa carta di dettagliio ufficiale FAO risulta chiaramente che si tratta di meno di 2000 km (http://www.fao.org/fishery/area/Area71/en), distanza che un tonno può percorrere facilmente in un paio di settimane.

  • Luca Nobile

    (Senza contare che il tonno a pinne gialle è a rischio estinzione: http://it.wikipedia.org/wiki/Thunnus_albacares)

  • Milena

    Io ho comprato il tonno Nostromo in offerta e c’è scritto FAO 71

  • Alessandro Alez Ippolito

    ma col contatore gaiger non era meglio misurare la radioattività a scatoletta aperta?

  • patata81

    purtroppo nemmeno diventare vegetariani basta. da terreni inquinati nasce verdura nociva, lasciatelo dire da una napoletana!

  • marco

    sisi certo e non dimenticate di dire che elvis presley è ancora vivo grazie alle radiazioni di fukushima! E ovviamente sono stati gli alieni a causare quel terremoto così da poterci soggiogare con queste benedette radiazioni..
    ma se è diecimila volte peggio avere un forno a microonde in casa, perchè cercate di influenzare le persone con queste stronzate??
    Ringrazio il sito, l’unico coerente che mostra fatti e soprattutto note di riferimento

  • anonimous

    Bla Bla Bla E compratevi un contatore Geiger prima di mangiare il contenuto di una scatoletta.Così state tranquilli.

  • Kirk

    I tonni compiono traversate da 5k km a 60 nodi orari?
    Tutto è possibile, ma francamente mi sembra strano.
    Io ho passato diverso tempo in mare, prima in marina militare poi mercantile, ti garantisco che la carta geografica sembra piccola rispetto al mare vero e proprio.

    Per quanto riguarda le verdure, beh, mi sembra che siano proprio le più esposte a rischi di contaminazione radioattiva.
    Ti do un consiglio, comincia a nutrirti di inerti e rocce laviche, pare che siano i più difficili da contaminare ….

  • Si, infatti le mie verdure le importo dal pacifico come il tuo tonno….
    Per il resto basta fare una veloce ricerca per vedere che i dati sono corretti.

  • kirk

    Carissimo Ippo Potamo, in realtà la zona di demarcazione non centra nulla con il dietro front dei tonni, alcune specie animali, trovano condizioni favorevoli di vita in alcune zone, altri in altre zone. Mano mano che ti allontani dalla zona fao 71 le condizioni climatiche cambiano, cambiando, cambia anche il contenuto del mare, pertanto i tonni, come altri pesci, pur avendo capacità e possibilità di muoversi in tutti i mari, non lo fanno perchè per loro sarebbe troppo complicato.
    Io poi mi chiedo: perchè il problema della radio attività è solo dei tonni con pinne gialle?
    I gamberi sono immuni?
    Altri tipi di pesce non diventano radioattivi?
    Io credo che come in tanti casi, qualcuno con tanta fantasia e senza la benché minima cognizione di causa abbia parlato/scritto a sproposito creando allrmismo inutile.
    Nessuno si chiede se le condizioni igieniche della lavorazione del pesce siano buone?
    Un contatore geiger di quelli russi si trova sulle bancarelle per pochi euro, certo non è roba professionalissima, ma fa egregiamente bene il suo mestiere, io ne comprai uno per 20.000 lire, lo uso ancora per divertimento, ed il tonno l’ho misurato e non mi sembra più radioattivo del latte.
    Ricordi gli orologi di una volta, quelli che si illuminavano al buio? mbè ho anche uno di quelli ed il contatore geiger impazzisce quando lo avvicino a quel orologio, mentre quando lo avvicino al tonno rimane tranquillo. Quindi i produttori di tonno o han pagato anche il mio geiger o posso mangiarlo tranquillamente.

  • Borys N.

    Giuste precisazioni, ma una cosa sono i parametri dell’UE, che hanno dichiarato a rischio solo una delle aree, altra cosa è l’effettiva diffusione della radioattività. Senza contare che i tonni migrano lontano e velocemente. Per cui, giusta la precisazione, ma quanto scritto non mi tranquillizza.

  • StriderWhite

    “Non pensate sia finalmente arrivato il momento di diventare vegetariani????”

    NO.

  • Grasbo69

    dai Jacopo basta cazzate

  • Marco Calamaro

    Fessi no ma sicuramente disinformati sì.
    Quel grafico rappresenta lo sviluppo delle onde dello tsunami e non le radiazioni.

  • Nick

    Il Danno è Grande Anzi Grandissimo e questo proprio non ci voleva in termini di mantenimento del Pianeta e molte persone cercano di Sdrammatizzare questo disastro che molto velocemente sta devastando il mare senza sapere la verità sulle proporzioni effettive del disastro attuale e futuro che ne uscirà fuori di certo è che il mare e il suo contenuto se prima aveva dei problemi sulla tossicità delle sostanze ora sicuramente non ci sono dubbi quindi l’unica cosa che si può fare è evitare se possibile…i produttori inventeranno di tutto per continuare a vendere il tonno ma non solo il tonno ma anche il pescato in generale… IL DIO DENARO STA DISTRUGGENDO IL MONDO E TUTTI STIAMO A GUARDARE.

  • Giampietro Colucci

    Tonno o non tonno , tutto il mare e la terra sono contaminati . La differenza la fa il sistema immunitario e la genetica di ogni singolo individuo…purtroppo.
    Come sempre, ci vuole fortuna….

  • greföiet/giorgio

    ma che c’entra se i tonni sanno nuotare? è uno scoop che i pesci lo sappiano fare? l’articolo dice semplicemente che lì i pinna gialla non ci sono perché l’acqua è fredda… ci vuol tanto a capirlo?

  • Alma

    Il fatto che il tonno sia un pesce migratore non mette in discussione il buon comportamento di aziende serie come la Coop (che per altro fa continuamente analisi sulle merceologie a marchio per garantire il consumatore). Ovviamente se si vuole evitare qualsiasi rischio basta non mangiare tonno.. e non sarebbe neanche male dato che lo stiamo estinguendo.

  • Buon appetito, a me la cosa non tocca proprio. Si mangi il suo buon tonno radioattivo, sicuramente pescato in una zona sicura. Se vuole un altro scoop, le dico che se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto, e che esistono degli strani fenomeni chiamati correnti marine.

  • Lido Pacciardi

    Assolutamente no. certi vegetali e funghi sono fissatori di cesio… Non raccontiamo balle!

  • Lido Pacciardi

    Sei piuttosto altezzosa, ed hai una stima enorme di te stessa. Ma stai sbagliando e, forse, sei impressionata. La prudenza è una buona cosa. La fobia… una malattia.

  • Lido Pacciardi

    Appunto. Si scrivono un mucchio di stronzate, quando basterebbe una semplice e veloce… misura.

  • Lido Pacciardi

    Oltre l’inquinamento radioattivo ci sono centinaia di altri inquinamenti, altrettanto pericolosi. Come, ad. esempio, l’inquinamento da metalli pesanti, idrocarburi, ecc.
    Il problema è che stiamo avvelenando la terra. Vedi quel che è successo nella Campania (Felix, una volta…). Ma chi è disposto a rinunciare alle comodità, all’uso della luce elettrica, del riscaldamento, dell’auto, degli aerei, di abiti più colorati… in cambio di un rapporto più corretto con un ambiente più sano?

  • La ringrazio del darmi della donna, evidentemente i miei modi gentili le ricordano cotali di una gentil donzella. A parte ciò che è irrilevante, forse non ha letto che sono vegetariano, quindi non sono nè impressionato nè fobico, sinceramente la cosa non mi sfiora minimamente. (A proposito, grazie ancora dei complimenti e dei giudizi personali completamente gratuiti!) E’ comunque interessante vedere quanta gente difende fino alla fine le proprie convizioni senza metterle minimamente in discussione. Buon appetito anche a lei!

  • Lido Pacciardi

    Infatti uno dei problemi della “rete” è quello del “condizionamento” della ragione. Una informazione sbagliata condivisa da molti diviene, automaticamente, verità. La rete è il luogo dove si porta il cervello… all’ammasso.

  • greföiet/giorgio

    cerchiamo di capirci, io non sono di quei pazzi fanatici che si farebbero una centrale nucleare in casa e berrebbero l’acqua di raffreddamento dei reattori… rispondevo semplicemente alla sciocca osservazione che i tonni migrano anche di 5000 km… osservazione sciocca perché assolutamente fuorviante rispetto al problema… infatti quel tipo di pesce lì non c’è.

  • greföiet/giorgio

    io se fossi in te mi metterei in lista per partire per Marte… su una bella navicella a propulsione nucleare.

  • Borys N.

    Perfettamente d’accordo, ma l’articolo si concentrava sul discorso delle radiazioni perché ultimamente in rete sta circolando la notizia del “tonno in scatola radioattivo” in vendita in Italia.

  • dejudicibus

    Se siete davvero così preoccupati, perché non verificate di persona prima di credere a qualcosa solo perché pensate a priori ci sia il solito complotto per nascondere le informazioni: un contatore Gaiger costa meno di 160 EUR, lo potete comprare anche su Amazon e vi arriva in tre giorni. I raggi gamma attraversano la confezione che sia di metallo o di vetro, quindi potete verificarlo dallo scaffale anche senza comprare la scatoletta.

  • Marco Calamaro

    Detto che in FAO 61 solo le province intorno a Fukushima sono in osservazione, la corrente (e quindi i pesci che migrano) si spostano in zona FAO 67 di cui nessuno parla (si vede che il numero non affascinava). Quello che ancora non si è capito che nello studio citato è stato trovato tonno bluefin (tonno rosso) con tracce di isotopi radioattivi perchè aveva mangiato in Giappone in zona contaminata, non è il fallout ad aver raggiunto le coste della California.
    http://www.whoi.edu/oceanus/feature/tale-of-the-tuna
    http://www.whoi.edu/oceanus/feature/how-is-fukushimas-fallout-affecting-marine-life

  • Analisi radiocontaminazione

    provo a dare qualcosa di concreto in termini semplici. Mi occupo da diversi anni di radiocontaminazione di alimenti/aria/acqua ed analizzo campioni che io scelgo e non imposti da nessuno: il mio lavoro è nato come conseguenza diretta di Chernobyl, da cui ancora oggi riceviamo un certo contributo in termini di radiocontaminazione.
    I radionuclidi artificiali utilizzati in questi campi hanno tempi di dimezzamento (ovvero per raggiungere metà del loro valore) lunghissimi e quindi in un modo o nell’altro (aria/acqua/alimenti)arriveranno sempre in diversa misura a seconda della diluizione che hanno subito. Nell’aria che abbiamo respirato anche in italia nella settimana dopo il giappone avevamo tracce di iodio, nei funghi che raccogliamo sulle alpi troviamo ancora del cesio di Chernobyl, i cinghiali brucano in terreni rocciosi e crescono contaminati. I vegetali a foglia larga raccolgono la ricaduta della pioggia, in adriatico con la guerra in jugoslavia c’è finito di tutto …. ma si parla fin’ora di VALORI INSIGNIFICANTI.
    In natura la radioattività fa parte della nostra vita … riceviamo radiazioni dal sole, la assimiliamo nel latte che si beve o nel pesce azzurro ricco ad esempio di K40 potassio(elemento radioattivo naturale considerato fondamentale per l’alimentazione). A tutt’oggi quello che ci arriva rientra abbondantemente nei nostri limiti (italia). Speriamo solo che l’uomo impari presto dai propri errori e non ne faccia di peggiori.

  • rossano

    e di questo che ne pensate? Prima di tranquillizzare informatevi cari giornalisti!!!!! https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10202223989671306&set=p.10202223989671306&type=1&theater

  • marcov2

    Cosa dovrebbe provare scusa? Cos’è pubblicità per un tuo amico?

  • Sergio

    Io vorrei sapere dove leggete sull’etichetta e chi ha mai parlato di Pinna Gialla, i tonni in scatola non sono certo tutti pinna gialla, comunque 71
    corrisponde al mar del Giappone, io me ne frego, tanto se pensiamo a tutto ciò che mangiamo dovremmo digiunare a vita. Comunque per chiarezza 61 è una cosa 71 un’altra, penso che questo articolo sia molto manipolato a piacimento delle persone, guardate le cartine 71 è mar del Giappone 61 un’altra cosa.

  • paolo

    Qual è la tua fonte? Se non la citi come facciamo a sapere se dici una cosa esatta? E la fonte è attendibile?