Io leggo l'etichetta

SI PARLA DI RISPARMIO. ETICHETTIAMOCI

Vi proponiamo un’intervista radiofonica di Radio Studio Delta all’interno della rubrica Infochiocciola di Valentina Mazzotti e un’intervista della penna Riccarda Patelli Linari per Genitorimagazine in cui si parla di risparmio e di come sia possibile attraverso la lettura delle etichette e della via dello stabilimento di produzione aumentare concretamente il potere di acquisto delle famiglie italiane.


IO LEGGO L’ETICHETTA E TU? ETICHETTIAMOCI di Riccarda Patelli Linari

Questione di etichetta. In questo caso non si tratta di galateo, ma di aumento del potere d’acquisto delle famiglie con la possibilità di recuperare oltre 1.400 euro l’anno facendo la spesa con più attenzione.

 

È un nuovo modo di risparmiare suggerito da Io leggo l’etichetta, sito Internet e pagina Facebook che accoglie gli internauti con le seguenti domande: “Lo sapevate che i pannolini Coop sono prodotti da Huggies? Che il latte fresco Conad è prodotto dalla Granarolo? Che il caffè Esselunga è prodotto da Pellini? E che lo yogurt Conad è prodotto dalla Vipiteno?”.

 

L’etichetta è una preziosa fonte di informazioni non solo sul contenuto dei prodotti di largo consumo, ma anche sulla loro provenienza, in quanto per legge deve sempre indicare la sede dello stabilimento di produzione e di confezionamento.

 

Intervistiamo in merito Raffaele Brogna,  ideatore, autore e referente di Io leggo l’etichetta.  Raffaele, quando e come è nata questa iniziativa?
Qualche anno fa stavo facendo la spesa ed ho pensato: esistono migliaia di marche, esistono anche migliaia di stabilimenti o forse uno stabilimento produce per più marche? Così ho cominciato a leggere le etichette, e mi si è aperto un mondo. Con un gioco simile al “Memory” o a “Trova le Differenze” scovavo prodotti simili (ad esempio stesso formato di pasta o stessa tipologia di latte) di marche diverse ma con scritto sull’etichetta lo stesso stabilimento di produzione identificato da Via e numero civico, ma soprattutto con costi diversi. Così è nata Io leggo l’etichetta.

 

Il tema del risparmio e della difesa dei consumatori mi è sempre stato a cuore. Troppo spesso si spende senza sapere realmente cosa si sta acquistando e si è diffidenti verso certe marche solo perché non note. In tempo di crisi questo non possiamo più permettercelo.  Io leggo l’etichetta è nato per dare consigli realmente utili a chi fa la spesa generando consapevolezza e risparmio. Creando una rete tra i vari prodotti fabbricati negli stessi stabilimenti e che costano meno veicoliamo  un messaggio semplice ma nello stesso tempo molto potente: il “momento zero della verità”, come definito da Google. Si tratta di un momento nuovo che il consumatore vive. Se il First moment of Truth è l’istante in cui l’acquirente davanti agli scaffali prende la decisione d’acquisto e ilSecond Moment of Truth è il momento in cui l’utilizzatore prova il prodotto per la prima volta, oggi con il web è nato lo Zero Moment of Truth che consente all’acquirente di farsi un’idea di ciò che desidera acquistare molto prima di raggiungere lo scaffale. Ricercando attraverso il sito di Io leggo l’etichetta il prodotto più conveniente e seguendo i consigli degli amici sulle pagine  dei social network alla fine si esce a fare shopping più consapevoli e informati.

 

Finora sulle etichette quali sono le principali notizie che avete scovato e condiviso?
Le nostre scoperte anche grazie alle segnalazioni degli utenti “etichettati” sono svariate: si va dai prodotti alimentari, come pasta latte e yogurt, ai detersivi e ai prodotti per la persona. Sono diverse le informazioni contenute nell’etichetta che osserviamo, come gli ingredienti, ma la chiave primaria su cui fa leva Io leggo l’etichetta risiede nell’indirizzo dello stabilimento di produzione che identifica, indipendentemente dal marchio con cui viene venduto il prodotto, l’azienda produttrice. Sono moltissimi i prodotti che hanno in comune lo stabilimento che li produce. Ciò è possibile grazie a contratti annuali chiamati copacker tra le catene della Grande Distribuzione e le Marche nazionali. Basta entrare in un supermercato della Grande Distribuzione per divertirsi, come nel gioco del memory a trovare i prodotti “gemelli”. La vera notizia è che c’è sempre un prodotto che costa meno dell’altro pur essendo prodotto nella stessa fabbrica. Io leggo l’etichetta indica così i prodotti comparandoli e la differenza di costo certificata attraverso lo scontrino fiscale d’acquisto.

 

È da poco trascorso il Natale. Cosa puoi raccontarci su panettoni e pandori?
Anche per i panettoni e i pandori leggendo l’etichetta si scoprono cose interessanti. Ad esempio il Panettone della Coop  è prodotto da Maina o il pandoro Conad è prodotto dalla Paluani ma costano meno. L’elenco può andare avanti estendendosi a tutti i marchi della GDO (Grande Distribuzione). Sono inoltre prodotti garantiti più di altri in quanto le aziende che producono i panettoni e i pandori devono rispettare un decreto ministeriale che tutela ulteriormente i consumatori di questi prodotti da forno. Il d.m. 22 luglio 2005, in vigore dal 29 gennaio 2006, definisce infatti con precisione le caratteristiche e la composizione di panettoni, pandori, colombe, savoiardi, amaretti e amaretti morbidi. Per ogni prodotto il decreto fissa infatti gli ingredienti obbligatori, quelli facoltativi e il procedimento di produzione; risultato di questa accurata definizione è la determinazione delle condizioni per l’uso di queste specifiche denominazioni di vendita.

 

Sul sito è presente un invito ad “etichettarsi” e a diffondere il verbo “etichettiamoci”. Come si può contribuire all’iniziativa e condividere il risparmio in rete?
Partecipando attivamente quando si va a fare la spesa diventando degli “etichettatori” e invitando i conoscenti a fare altrettanto sul sito Io leggo l’etichetta www.ioleggoletichetta.it, su Facebook o Twitter attraverso l’hashtag #etichettiamoci e attraverso la posta elettronica. La Rete ha rivoluzionato il mondo e continuerà a farlo. Io leggo l’etichetta è un’idea che ha alla base lo scambio di informazioni. Tutti possono “etichettarsi” e condividere le loro scoperte. Anni fa era impensabile fare una cosa del genere senza il web. Oggi il consumatore con Io leggo l’etichetta può risparmiare e attivarsi in prima persona con pochi click: entra in un supermercato, fa la sua scoperta e con uno smartphone fotografa l’etichetta e il prodotto caricandolo sul nostro sito, su Twitter o su Facebook. Chi partecipa ad Io leggo l’etichetta ha voglia di conoscere, condividere e aiutare gli altri. Questo è fantastico, perché produce un duplice risultato, si recupera potere di acquisto e si aiuta il prossimo a fare altrettanto. C’è alla base la logica della solidarietà. Non è grandioso? L’obiettivo nostro è di continuare a crescere, così come stiamo facendo, attraverso il passaparola e raggiungere sempre più cittadini interessati ad “etichettarsi” per condividere le scoperte. Il risparmio è garantito.

 

Ringraziamo Raffaele Brogna per la sua gentile collaborazione. Leggi l’articolo su: http://www.genitorimagazine.it/2012/01/03/io-leggo-letichetta-e-tu-etichettiamoci/

Per  approfondire:

Su Facebook: http://www.facebook.com/ioleggoletichetta

Su Twitter: https://twitter.com/etichettiamoci

 

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