Io leggo l'etichetta

ANCHE IN ITALIA CARNE DI CAVALLO IN PRODOTTI BUITONI DOPO LE VERIFICHE NESTLE’ LI RITIRA DAGLI SCAFFALI ITALIANI

Aggiornamento 23 02 2013 

Nestlè, test negativi  

Non è stata invece rilevata traccia di DNA equino nella carne bovina macinata cotta e surgelata della Nestlé sequestrata il 21 febbraio scorso dai Nas. Lo riferisce in una nota il ministero della Salute. «Le analisi dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Torino su tutti i campioni di carne prelevati allo stabilimento Safim di None (TO) – prosegue il ministero – hanno dato esito negativo. I risultati sono stati notificati ufficialmente questa mattina e di conseguenza verrà disposto il dissequestro della carne».  

NESTLE’ RITIRA PRODOTTI ANCHE IN ITALIA – Si allarga lo scandalo della carne di cavallo venduta come manzo, scoppiato in Gran Bretagna con alcuni prodotti Findus. La multinazionale svizzera Nestlè, la più grande azienda di prodotti alimentari del mondo, ha ritirato dai mercati di Italia e Spagna i «Ravioli di Brasato Buitoni» e «I Tortellini di Carne». La decisione dopo i test effettuati sui tutti i prodotti della filiera: dalle analisi infatti, sono emerse tracce di Dna di cavallo pari a poco più dell’1%.

LO SCANDALO E LA PAURA. Tutto è iniziato quando qualche settimana fa le lasagne Findus in Gran Bretagna sono risultate essere fatte di carne di cavallo invece che di manzo (all’insaputa dei consumatori non potendo trovare questa informazione in etichetta!). È quanto è emerso da test condotti dall’Autorità britannica della sicurezza alimentare (Fsa) secondo i quali, ben il 60% della carne contenuta nel piatto surgelato era equina (in alcuni casi addirittura fino al 100%). «Siamo di fronte a una situazione sconvolgente – ha detto Catherine Brown, responsabile della Fsa Food Standards Agency – e più che una contaminazione per errore sembra che dietro ci sia un’attività criminale organizzata». Lo scandalo ha colpito anche la Svezia, dove sono state ritirate ventimila confezioni di lasagne surgelate.

Il problema però si è a stretto giro esteso anche ad aspetti legati alla salute. In una relazione della commissione parlamentare britannica si parla di “scandalo da togliere il respiro”. Alta probabilità che non siano rispettati gli standard igienici e ci siano quindi rischi per la salute. Dai test su tre cavalli emerge l’uso di un farmaco cancerogeno per l’uomo.

La prima affermazione è contenuta nel rapporto di una commissione parlamentare britannica descrive la vicenda delle lasagne, degli spaghetti alla bolognese, degli hamburger e di altri prodotti, surgelati e no, “taroccati” con carne di cavallo anziché bovina come promesso nell’etichetta.

La contaminazione della carne è opera di una “cospirazione criminale”, accusa il documento, ovvero di una rete che attraverso vari paesi operava per offrire a prezzi più bassi la carne ai fornitori dell’industria alimentare, come la Findus, l’azienda che ha ora ritirato dai supermarket britannici centinaia di migliaia di confezioni di lasagne al “ragù di cavallo”. Il rischio che non si tratti di una semplice sostituzione per pagare meno, ma che l’imbroglio comporti anche pericoli per la salute è alto, anzi è quasi una certezza, prosegue il rapporto. “Sembra improbabile che individui pronti smerciare cavalli per mucche in violazione delle leggi abbiamo applicato gli standard di igiene richiesti dalle norme”, osservano i deputati. “Se certa gente è disposta a mentire su quello che c’è nel tuo cibo, non puoi fidarti che non ci abbiano messo dentro altra roba”, dice il parlamentare laburista Barry Gardiner. Un’interrogazione presentata dal Labour ammonisce appunto che la carne di centinaia di cavalli mandati al macello in Inghilterra e poi utilizzata per l’industria alimentare potrebbe essere stata contaminata con un anti dolorifico usato normalmente dai veterinari per gli animali ma che, secondo esami di laboratorio, può causare il cancro negli esseri umani.Alcuni rilievi in questo senso stanno già emergendo: un farmaco usato in veterinaria e pericoloso per la salute dell’uomo è entrato nella catena alimentare in Francia attraverso tre cavalli macellati esportati dalla Gran Bretagna. Lo ha reso noto il ministro dell’Agricoltura britannico, David Heath. La presenza del phenylbutazone, in grado di causare problemi al sangue agli esseri umani, non era però stata riscontrata nei prodotti della Findus, il gigante dell’alimentazione coinvolto nello scandalo delle lasagne di carne equina che sta interessando diversi Paesi europei.Conclude la deputata Anne McIntosh, presidente della commissione ambiente che ha redatto il rapporto: “Le dimensioni dello scandalo sono da togliere il fiato. Pensiamo che ci saranno presto nuove rivelazioni. Questa storia è tutt’altro che finita”.

FORNITORI – Il fornitore della Findus, l’azienda che produce le lasagne in questione, era stato infatti indicato in un primo tempo come la Comigel, un’azienda alimentare francese. Ma quest’ultima ha reso noto di avere ricevuto la carne sospetta da un altro fornitore, una società rumena non sottoposta agli stessi rigidi controlli. Non solo, sembra che le forniture di lasagne e hamburger taroccati, partendo dalla Francia, abbiano raggiunto non solo la Gran Bretagna ma anche altri quindici paesi dell’Unione Europea. Downing street ha messo in moto Scotland Yard, dove fonti anonime indicano che non si tratterebbe di una serie di errori occasionali o di mancati controlli, bensì di una vera e propria “cospirazione con intento criminoso”, per inondare i mercati alimentari di prodotti con ingredienti che costano meno di quelli promessi dall’etichetta e realizzare in tal modo ingenti profitti.”Ci sono chiaramente aziende e individui che mettono i profitti al di sopra della sicurezza del consumatore”, ha detto al Financial Times l’ispettore Ben Priestly, uno dei funzionari pubblici incaricati dell’inchiesta. E mentre la Findus, altre aziende alimentari, catene di supermercati come la Tesco, ritirano milioni di prodotti, tutta l’industria alimentare, non solo nel Regno Unito, si domanda come potrà riconquistare la fiducia del consumatore.

LE REAZIONI – Lo scandalo della carne di cavallo venduta come se fosse manzo in Inghilterra, e non solo ha di fatto scosso l’intera Europa. Il destinatario finale della merce fasulla è stata principalmente la Findus inglese, ma la filiera di produzione è passata attraverso l’intera Europa. Così l’Unione europea ha invitato tutti gli stati Ue a effettuare test del dna ai vari prodotti.
“Il piano della Commissione europea prevede controlli su tutti i prodotti che riportano tra gli ingredienti la carne di manzo” ha spiegato il commissario per la Salute dei consumatori, Tonio Borg, all’uscita di una riunione dei ministri europei a Bruxelles.
LA NORVEGIA RITIRA I PRODOTTI A RISCHIO – Nel frattempo l’Autorità per la sicurezza alimentare norvegese ha disposto il ritiro dagli scaffali dei prodotti surgelati della Findus etichettati come carne bovina nel timore che, appunto, l’indicazione risulti fasulla. «Surgelati che potrebbero contenere carne di cavallo sono stati esportati in Norvegia», ha comunicato l’autorità: «Tutte le principali catene di supermercati e la Findus hanno confermato all’autorità che i prodotti sono stati ritirati e non sono più sugli scaffali norvegesi». In Norvegia la carne equina è consumata di rado. Nel paese nordico vengono macellati solo 1.500 cavalli all’anno. Sulla stessa lunghezza d’onda della Norvegia si è mossa una delle più note catene di prodotti surgelati francese.

LA SVIZZERA «POSITIVA» – Il gruppo di distribuzione svizzero Coop ha confermato con un comunicato che un’analisi esterna delle lasagne surgelate e ritirate martedì dalla vendita ha trovato tracce di carne di cavallo. Si tratta di un marchio di lasagne prodotte dalla stessa società francese, la Comigel, che ha causato lo scandalo in Gran Bretagna. Comigel, da parte sua, già nei giorni scorsi si era dichiarata vittima e aveva annunciato l’intenzione di chiedere i danni alla Spanghero (francese), che a sua volta aveva diffuso una nota in cui spiegava di non avere nulla a che fare con la «trasformazione dei prodotti», e di aver «sempre agito nel rispetto delle regole».

ITALIA – E ora è il turno dell’Italia. Nestlè ritira dagli scaffali italiani e spagnoli ravioli e tortellini di manzo Buitoni. Una decisione presa dopo che nei prodotti sono state rinvenute tracce di Dna di carne di cavallo pari all’1%. Informate le autorità dell’esito degli esami, Nestlè rassicura: “Non ci sono problemi di sicurezza alimentare”. I prodotti ritirati saranno sostituiti con altri “che i test confermeranno essere al 100% di manzo” aggiunge Nestlè in una nota, nella quale precisa che sono state sospese “tutte le consegne di prodotti finiti con manzo della tedesca H. J. Schypke, società che lavora per uno dei nostri fornitori”. “Stiamo rafforzando i controlli di qualità con nuovi test. Assicurare la qualità e la sicurezza dei nostri prodotti è stata sempre una priorità per Nestlè. Ci scusiamo con i consumatori e assicuriamo che le azioni prese per far fronte a questo problema si tradurranno in più alti standard e in una rafforzata tracciabilità” aggiunge Nestlè, precisando che saranno ritirate dalla vendita anche le ‘Lasagnes a la Bolognaise Gourmandes’ prodotte in Francia. Il dilagare dello scandalo della carne di cavallo in hamburger e lasagne ha spinto l’Unione Europa a scendere in campo e ad approvare una serie di test su carne di manzo per verificarne la composizione. Test cui si è detta contraria soltanto l’Italia, primo consumatore di cavallo in Europa.

GERMANIA – Opposto l’atteggiamento della Germania che – riporta il Financial Times – seguirà un piano in dieci punti che va al di là di quanto stabilito a Bruxelles per verificare l’eventuale presenza di altri additivi non dichiarati. Nel frattempo l’industria degli hamburger risente della crisi: nella settimana che si è chiusa il 2 febbraio le vendite di hamburger congelati in Inghilterra, dove il caso è scoppiato e ha suscitato grande scalpore, sono crollate del 40% e due terzi degli inglesi – in base a un sondaggio Nielsen – si sono detti contrari ad acquistare carne surgelata in futuro.

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