{"id":2110,"date":"2013-04-09T23:52:07","date_gmt":"2013-04-09T21:52:07","guid":{"rendered":"http:\/\/ioleggoletichetta.it\/?p=2110"},"modified":"2015-02-05T13:05:39","modified_gmt":"2015-02-05T11:05:39","slug":"la-maggior-parte-delle-bucce-degli-agrumi-non-e-commestibile-lo-sapevi-attenzione-se-fate-torte-o-liquori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ioleggoletichetta.it\/index.php\/2013\/04\/la-maggior-parte-delle-bucce-degli-agrumi-non-e-commestibile-lo-sapevi-attenzione-se-fate-torte-o-liquori\/","title":{"rendered":"La maggior parte delle bucce degli agrumi non e&#8217; commestibile. Lo sapevi? Attenzione se fate torte o liquori."},"content":{"rendered":"<div class=\"c1326b8f1da789719dccc4c68c63fa13\" data-index=\"1\" style=\"float: left; margin: 10px 10px 10px 0;\">\n<script type='text\/javascript'>\r\n<!--\/\/<![CDATA[\r\n   document.MAX_ct0 ='';\r\n   var m3_u = (location.protocol=='https:'?'https:\/\/cas.criteo.com\/delivery\/ajs.php?':'http:\/\/cas.criteo.com\/delivery\/ajs.php?');\r\n   var m3_r = Math.floor(Math.random()*99999999999);\r\n   document.write (\"<scr\"+\"ipt type='text\/javascript' src='\"+m3_u);\r\n   document.write (\"zoneid=123513\");document.write(\"&nodis=1\");\r\n   document.write ('&cb=' + m3_r);\r\n   if (document.MAX_used != ',') document.write (\"&exclude=\" + document.MAX_used);\r\n   document.write (document.charset ? '&charset='+document.charset : (document.characterSet ? 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Torte al cioccolato, torte di ricotta, ma anche crostate e ciambelle spesso arricchite da un aromatico ingrediente \u201csegreto\u201d: la buccia di un\u2019 arancia o di un limone grattugiata. Tutti i giorni nelle nostre cucine tonnellate di ingredienti provenienti dalla nostra spesa vengono \u201ctrasformati\u201d in prelibate pietanze da casalinghe spesso ignare di ci\u00f2 che servono realmente all\u2019appetito dei loro commensali. Potrebbe essere questo il caso delle bucce degli agrumi utilizzate in cucina per aromatizzare dolci e crostate o per fabbricare in casa dei liquori dal sapore antico e genuino.<strong> Ma quanti di questi agrumi hanno bucce veramente commestibili?<\/strong> E come pu\u00f2 il consumatore finale evitare di portare nelle proprie dispense cibi non del tutto adatti ad un impiego \u201cpuramente\u201d alimentare? Cerchiamo di dare qualche semplice informazione in merito. <strong>Gli agrumi, in particolare quelli di derivazione non biologica, sono comunemente trattati con additivi e sostanze<\/strong>, per lo pi\u00f9 tossiche alle alte concentrazioni, che evitano la formazione di muffe o danno ai frutti un aspetto pi\u00f9 scintillante e lucido.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/ioleggoletichetta.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/arancia_buccia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-2112\" title=\"Additivi sulla buccia della frutta\" src=\"http:\/\/ioleggoletichetta.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/arancia_buccia.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"514\" srcset=\"https:\/\/ioleggoletichetta.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/arancia_buccia.jpg 910w, https:\/\/ioleggoletichetta.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/arancia_buccia-300x237.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Come spiega l\u2019agronomo <strong>Corrado Vigo<\/strong> nel suo <strong>blogVigopensiero<\/strong>: <em>\u00abgli agrumi italiani sono trattati, dopo la raccolta, con cere per dare lucentezza ai frutti. Secondo la legislazione nazionale, il confezionatore deve indicare in etichetta se e quale tipo di cera ha usato per le arance (diciture che la norma non prevede per gli altri frutti). L\u2019Europa non la pensa cos\u00ec, per cui i confezionatori degli altri Paesi possono utilizzare cere e prodotti fungicidi non autorizzati in Italia, ed esportare da noi i frutti confezionati e trattati con questi additivi. \u00c8 un paradosso, ma \u00e8 cos\u00ec. In etichetta compare la dicitura \u201cbuccia non commestibile\u201d quando gli agrumi sono trattati con additivi ammessi dalla legislazione nazionale. Se per\u00f2 si usa cera d\u2019api per lucidare la parte esterna allora la scritta non compare. Mi preoccuperei pi\u00f9 per la frutta estiva che si mangia con la buccia. Nel caso degli agrumi, c\u2019\u00e8 tutto il tempo necessario affinch\u00e9 i fitofarmaci irrorati siano degradati dal sole (alcuni sono fotolabili), dalla temperatura, dalla pioggia, e non ultimo dalle piante stesse che ne elaborano le sostanze e le smaltiscono con gli essudati radicali. Gli agrumi, insieme alle angurie, sono i frutti di cui si ci pu\u00f2 fidare di pi\u00f9, ma i consumatori non sempre lo sanno\u00bb<\/em>. <strong>Bene ma perch\u00e9 utilizzare per fare liquori arance o limoni trattati?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;additivo E231 (ortofenilfenolo) per essere usato in Italia necessita dell&#8217;autorizzazione del Ministero della Salute non essendo stato registrato in Italia, chi non lo fa incorre in sanzioni e quindi \u00e8 poco utilizzato dagli operatori italiani. In Europa invece la legge comunitaria consente di utilizzarlo come emerge <a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/sides\/getAllAnswers.do?reference=E-2011-003415&amp;language=IT\" target=\"_blank\">dalla risposta<\/a> ad\u00a0<a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/sides\/getDoc.do?pubRef=-\/\/EP\/\/TEXT+WQ+E-2011-003415+0+DOC+XML+V0\/\/IT\" target=\"_blank\">un&#8217;interrogazione scritta<\/a> del deputato francese\u00a0Rare\u015f-Lucian Niculescu (del PPE).\u00a0I derivati fenolici e il tiabendazolo (E230, E231, E232 , E233) sono dotati di una certa tossicit\u00e0, infatti sono proibiti in Australia. Vengono diffusamente utilizzati per il trattamento superficiale degli agrumi e delle banane. Questo significa che le bucce dei prodotti di importazione possono essere state trattate con questi additivi<\/p>\n<p><strong>IL NOSTRO ACQUISTO: BUCCIA NON EDIBILE SCRITTO SULL&#8217;ETICHETTA &#8211;\u00a0<\/strong>Noi abbiamo acquistato una rete di limoni prodotti in Italia al Supermercato e in effetti, come potete vedere dalla foto, dall&#8217;etichetta si legge l&#8217;importante indicazione <strong>BUCCIA NON EDIBILE<\/strong> questo perch\u00e9 che tra gli agenti di rivestimento dei limoni ci sono E904, E200 e Imazalil.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/ioleggoletichetta.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/es_limoni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-thumbnail wp-image-2113\" title=\"Esempio di etichetta di agrumi\" src=\"http:\/\/ioleggoletichetta.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/es_limoni-650x300.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>Insomma , a quanto pare, per un uso alimentare a 360 gradi della frutta o degli agrumi che acquistiamo e per utilizzare le bucce in dolci e liquori, dovremmo rifornirci unicamente da un agricoltore di fiducia, o da produttori bio, o comunque fare attenzione che sull\u2019etichetta del prodotto in rete sia specificato che <strong>la buccia \u00e8 edibile<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>AGRUMI E FRUTTA SFUSA, DOV&#8217;E&#8217; L&#8217;ETICHETTA?<\/strong>\u00a0&#8211; Ma per tutti coloro che acquistano la frutta sfusa? Dov&#8217;\u00e8 l&#8217;etichetta che elenca gli additivi utilizzati delle arance o dei limoni che vorrei utilizare per un dolce o per fare un liquore? A quanto pare non \u00e8 prevista. Quindi per chi acquista gli agrumi da piccoli rivenditori, o aziende agricole di periferia, giriamo il consiglio \u201cempirico\u201d che noi stessi abbiamo ricevuto da un venditore, ossia, <strong>visto che la legge non prevede una specifica etichettatura dei prodotti venduti sfusi<\/strong>, possiamo cercare di capire che le arance o i limoni che compriamo non siano stati trattati con cere qualora essi abbiano ancora le foglie attaccate al frutto oppure osservandoli attentamente controluce: in questo modo potremo provare ad escludere a vista d\u2019occhio, la presenza di cere. Ma per capire se siano stati utilizzati additivi non disponiamo di mezzi efficaci. <strong>Emerge l&#8217;esigenza di richiedere\u00a0un miglioramento della legge obbligando la scrittura della dicitura BUCCIA NON EDIBILE o BUCCIA EDIBILE e degli additivi utilizzati anche sul cartellino dei banchi della frutta e non solo per la frutta confezionata. Siete d&#8217;accordo?<\/strong><\/p>\n<p>Ecco la lista di alcuni degli additivi pi\u00f9 usati:<\/p><div class=\"c1326b8f1da789719dccc4c68c63fa13\" data-index=\"1\" style=\"float: left; margin: 10px 10px 10px 0;\">\n<script type='text\/javascript'>\r\n<!--\/\/<![CDATA[\r\n   document.MAX_ct0 ='';\r\n   var m3_u = (location.protocol=='https:'?'https:\/\/cas.criteo.com\/delivery\/ajs.php?':'http:\/\/cas.criteo.com\/delivery\/ajs.php?');\r\n   var m3_r = Math.floor(Math.random()*99999999999);\r\n   document.write (\"<scr\"+\"ipt type='text\/javascript' src='\"+m3_u);\r\n   document.write (\"zoneid=123513\");document.write(\"&nodis=1\");\r\n   document.write ('&cb=' + m3_r);\r\n   if (document.MAX_used != ',') document.write (\"&exclude=\" + document.MAX_used);\r\n   document.write (document.charset ? '&charset='+document.charset : (document.characterSet ? 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Ad esempio, \u00e8 applicato alla buccia delle banane per preservarne la freschezza ed \u00e8 un comune ingrediente delle cere collocate sulla scorza degli agrumi. \u00c8 altres\u00ec presente nelle soluzioni acquose nelle quali tali frutti vengono immersi. A causa della sua lieve tossicit\u00e0, il suo uso come additivo \u00e8 stato vietato in Unione Europea, negli Stati Uniti, e in Australia e Nuova Zelanda. La dose giornaliera accettabile del tiabendazolo \u00e8 di 0,1-0,3 milligrammi per ogni kilogrammo di massa corporea. In alte dosi, il composto appare fortemente tossico, causando consistenti disordini al fegato e all&#8217;intestino. Nelle cavie esposte ad alte quantit\u00e0 di tiabendazolo sono stati inoltre rilevati disordini riproduttivi e riduzione del peso dei piccoli al momento dello svezzamento. Gli effetti collaterali sull&#8217;uomo includono nausea, vomito, perdita di appetito, diarrea, vertigini, sonnolenza, mal di testa o, pi\u00f9 raramente, anche ronzio alle orecchie, disturbi visivi, mal di stomaco, ingiallimento delle pelle e dell&#8217;urina, febbre, affaticamento, aumento della sete e aumento o riduzione dell&#8217;urina prodotta. Non ne sono stati rilevati effetti cancerogeni o mutageni.<\/p>\n<p><strong>Bifenile o Difenile (E230)<\/strong> Il difenile \u00e8 un composto aromatico di origine sintetica utilizzato nell&#8217;industria alimentare come conservante, principalmente per il trattamento antimuffa della buccia degli agrumi, e per il materiale usato per l&#8217;imballaggio degli stessi; nel contempo, permette di prolungare anche di molto la shelf-life degli agrumi, ossia la &#8220;vita degli articoli da banco\u201d, il periodo durante il quale un qualsiasi prodotto pu\u00f2 essere tenuto presso un punto vendita al dettaglio, senza che vengano alterate le sue qualit\u00e0 e senza dover ricorrere a particolari accorgimenti che ne prolunghino la conservazione. Quando si legge la scritta: \u201cagrumi non trattati\u201d si riferisce proprio all&#8217;assenza di questo Bifenile. \u00c8 consigliato infatti consumare questo tipo di agrumi (soprattutto se si fa uso, per una qualsiasi preparazione culinaria (torte, limoncello, the&#8230;) della scorza); nel caso si consumassero quelli \u201ctrattati\u201d, \u00e8 buona norma lavarsi accuratamente le mani dopo averli sbucciati e prima di consumare la polpa. Nonostante tutte le accortezze, una piccola parte del conservante pu\u00f2 ugualmente penetrare all&#8217;interno del frutto, ma ci\u00f2 non dovrebbe creare alcun problema al consumatore. La letteratura riporta che i lavoratori impiegati nel campo delle spedizioni di agrumi (per nave o per camion), esposti quindi per lunghi periodi a questo conservante, hanno presentato una certa sensibilit\u00e0 al difenile, lamentando reazioni allergiche, nausea, vomito, irritazioni agli occhi e alle mucose nasali. A parte questo, non vi sono effetti collaterali significativi, anche perch\u00e9 il difenile \u00e8 un composto che viene escreto dai reni in forma inalterata. \u00c8 stato proibito in Australia.<\/p>\n<p><strong>Gommalacca (E904)<\/strong> La gommalacca \u00e8 un polimero naturale ed ha una composizione chimica simile a quella dei polimeri sintetici, ed \u00e8 quindi considerata una plastica naturale. E&#8217; ottenuto dalla secrezione di un insetto, la Kerria Lacca, che cresce nelle foreste tailandesi. Per ottenere 333 g di gommalacca occorrono migliaia di insetti. Questo additivo alimentare, un tempo usato per produrre i dischi per il grammofono, \u00e8 impiegato anche come agente lucidante di pillole e caramelle oltre che per lucidare i mobili.\u00a0Pu\u00f2 essere modellata a caldo, per cui \u00e8 classificata come termoplastica. Essendo commestibile, la gommalacca \u00e8 stata usata come agente lucidante per pillole e caramelle. A questo fine, \u00e8 classificata come additivo alimentare con il numero E904 e viene ancora usata come rivestimento della frutta per impedirne il deperimento dopo la raccolta. Altroconsumo segnala che \u00e8 un additivo suscettibile d\u2019indurre allergie o reazioni di ipersensibilit\u00e0. Imazalil Fungicida sistemico imidazolico ad ampio spettro ed utilizzato su una vasta gamma di colture. In condizioni normali non induce resistenza come altri fungicidi. Presenta bassa tossicit\u00e0 nei mammiferi dopo esposizione orale e bassissima dopo esposizione dermica. Intossicazioni acute provocano negli animali mancata coordinazione muscolare, abbassamento della pressione arteriosa e vomito. Non presenta effetti da esposizione cronica, non da problemi riproduttivi, non sembra essere n\u00e9 mutageno, n\u00e9 teratogeno n\u00e9 cancerogeno. Gli organi bersaglio sono il sistema nervoso e il fegato. Generalmente non tossico per gli uccelli lo \u00e8 invece in maniera moderata per pesci e organismi acquatici. Ha un \u2019alta persistenza nel suolo con emivita da 120 a 190 giorni. Fortemente legato al terreno non si diffonde nelle falde acquifere. Persistente a lungo sui frutti raccolti. Si ferma prevalentemente sulla buccia, ma si pu\u00f2 trovare anche nella polpa sebbene in quantit\u00e0 molto limitate.<\/p>\n<p><strong>E200 &#8211; Acido Sorbico<\/strong> L&#8217;acido sorbico \u00e8 un conservante di origine naturale, che pu\u00f2 essere prodotto per via sintetica. Presenta una tossicit\u00e0 molto bassa: questo sia perch\u00e9 viene utilizzato in dosi ridotte (0,2 mg\/Kg), sia perch\u00e9 la sua DL50 (dose letale) \u00e8 oltre i 5g\/Kg. Pertanto, essendo impiegato in dosi cos\u00ec limitate, e avendo una dose letale cos\u00ec alta pro Kg, \u00e8 un conservante che si pu\u00f2 ritenere sicuro. Poche persone, infatti, manifestano reazioni allergiche all&#8217;acido sorbico. Spesso l&#8217;acido sorbico \u00e8 presente, come inibitore di lieviti e muffe, in preparati per crema pasticcera, nei formaggi non stagionati, nel pane a fette, nel pane di segale, nella pasta di olive, nelle bibite, nei ripieni delle paste fresche, nei preparati per gnocchi freschi, nella polenta pronta, nella frutta, nelle margarine. Nonostante l&#8217;acido sorbico presenti una dose letale molto alta, \u00e8 necessario fare una piccola riflessione: essendo un conservante molto utilizzato \u00e8 possibile (anche se avviene raramente), che nell&#8217;arco della giornata si consumino cos\u00ec tanti alimenti contenenti E200 da arrivare a consumare dosi vicine a quella tossica; per questo motivo \u00e8 consigliato controllare con attenzione le varie etichette per evitare che si verifichi ci\u00f2. Se si dovesse raggiungere la dose tossica, si pensa che questo conservante possa presentare rischi per la salute, perch\u00e9 pu\u00f2 alterare i sistemi enzimatici del corpo umano.<\/p>\n<p><strong>A questo punto la domanda viene spontanea&#8230;ma gli spicchi di arancio e limone che nei locali mettono nel t\u00e8 o nei liquori secondo voi non sono trattati?<\/strong><\/p>\n\n<div style=\"font-size: 0px; height: 0px; line-height: 0px; margin: 0; padding: 0; clear: both;\"><\/div><!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Agrumi: sai che buccia ti mangi? Quanti di voi amano bere del buon limoncino fatto in casa, o quanti si dilettano a confezionare delle squisite torte fatte in casa per l\u2019occasione? 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