Lo sapevate che il latte UHT della Coop è prodotto da Granarolo e costa meno?

 

 

 

 

 

Lo sapevate che il latte a lunga conversazione della Coop può essere prodotto dalla Granarolo e costare meno? Il latte della Coop UHT ha infatti due produttori o la Granarolo o Newlat spa. Nel caso delle confezioni derivanti da lotti venduti a Bologna il produttore è la Granarolo. Per capirlo basta leggere le lettere stampate sulla confezione che ne identificano lo stabilimento.

Andiamo a raffrontare  le due confezioni da 500 ml. Sull’etichetta della Coop leggiamo: Prodotto e confezionato nel rispetto dei valori Coop da G. Spa nello stabilimento di:  Q Soliera (MO), Via Verdi 74.

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Sull’etichetta della confezione della Granarolo leggiamo: Granarolo Spa – Via Cadriano 27/2 – 40127 Bologna Stabilimenti di produzione e sigle corrispondenti. La sigla riportata a fianco del termine minimo di conservazione indica lo stabilimento produttivo. In questo caso Q IT 08 4 CE  è il codice che identifica lo stabilimento e coincide con lo stesso stabilimento, riportato sul latte Coop, sito a Soliera (MO), Via Verdi 74 . Pertanto incrociando la via e il numero civico è facilmente individuabile che dietro la G. Spa scritta sulla confezione del latte Coop UHT si “nasconde” la Granarolo.

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Andiamo a vedere i costi il latte Coop UHT costa 0,38 centesimi di euro mentre il latte UHT Granarolo costa 0,63 centesimi di euro. Risparmiamo in maniera intelligente! Etichettiamoci! Condividi con i tuoi contatti le segnalazioni di ioleggoletichetta, su Facebbok con il tasto condividi o su twitter e l’hastag #etichettiamoci!

  • Mario Pellicciotta

    In merito al latte ho scoperto da un bel po di tempo che il latte per la marca Land in vendita nei supermercati Eurospin viene prodotto nello stesso stabilimento di Sterilgarda, dove si produce anche per Buonlatte. Il prezzo per Land è di circa 0,55 centesimi per litro rispetto a Sterilgarda che a volte costa quasi il doppio. Siccome la produzione sarà sicuramente alta, come quantitativo,vorrei essere sicuro che il latte sia lo stesso e che non venga usata farina latte proveniente dall’estero. Come si può fare per saperlo?

  • Marcella S.

    Anche questa mi mancava! E’ proprio vero che non leggiamo mai abbastanza le etichette e ci facciamo condizionare più dalla pubblicità che da altro. Io leggo l’etichetta penso che con queste segnalazioni/consigli possa concretamente invogliare a leggere l’etichetta. A me almeno sta facendo venire voglia di leggerle e scoprire quali prodotti provengono da marche famose! 😀

  • stefano62

    @ Mario Pellicciotta

    caro Mario, per essere sicuro che il latte non sia ricostituito e non subisca nessuna modificazione dei suoi componenti oltre l’eventuale titolazione del grasso al livello richiesto dalla legge (3,5% nel latte intero)devi acquistare “latte fresco”.
    Attenzione, perchè fresco vuol dire fresco cioè munto, pastorizzato e venduto in breve tempo, tant’è che per legge il latte fresco non può superare i 6 gg di durata. Per dargli più durata deve essere sottoposto a trattamenti più complessi della semplice pastorizzazione, ad esempio in associazione alla microfiltrazione ed in questo caso rimane ” latte pastorizzato” ma viene tolto l’aggettivo “fresco”.
    E’ vero che bisogna leggere bene le etichette…
    Quindi, prima di tutto “latte fresco” e sai cosa bevi!!!

  • Ahwedia

    Domanda e perchè il latte prodotto dalla Newlat dovrebbe essere meno buono o comunque meno interessante di quello prodotto dalla Granarolo?

  • Gabriele

    Ora il latte UHT Coop parzialmente scremato è fatto in Austria nello stesso stabilimento dove viene prodotto il latte marchio “moneta che ride” la confezione gialla, che costa meno di tutti. L’unica differenza è nei valori nutrizionali che nel latte coop sono leggermente più elevati. Questo cosa vuol dire? Che il latte moneta che ride è più annacquato? O sono identici?

  • Henry Foster

    Bisoga vedere se, anche prodotot nello stessos tabilimento, usino lo stesso latte o gli stessi criteri… Non è detto che sia solo un “cambio d’etichetta”