La bufala della panna riciclata sulla base dei numeri riportati sul fondo della confezione

Ogni tanto qualcuno ci riprova, mettendo in giro bufale come quella di questi giorni che sta girando su Facebook relativamente alla panna da cucina che verrebbe riciclata e rimessa in commercio anche se andata a male sulla base dei numeri presenti sul fondo della confezione. FALSO! I numeri presenti sul fondo della confezione Tetra Pack fanno riferimento al contenitore e non al contenuto. Sono numeri utili al processo produttivo dell’azienda che fabbrica i contenitori. I contenitori Tetra Pack infatti, durante la produzione sono stampati su bobine di carta larghe circa 1,5 metri che successivamente vengono tagliate, a seconda dei formati, in cinque o sei rotoli pronti per il confezionamento.

Panna riciclata bufala

Per assicurare la rintracciabilitá del materiale di imballaggio, i contenitori che costituiscono queste bobine vengono contraddistinti, con intervalli regolari e in modo sequenziale, con i relativi numeri da 1 a 5 o 6 a prescindere dal prodotto contenuto.Questo è il motivo per cui sul fondo delle confezioni possono essere presenti questi numeri di identificazione che nulla hanno a che fare con gli alimenti confezionati. ll numero mancante indica appunto la bobina di provenienza ed è sempre “presente” e non indica come si vuol far credere quante volte il prodotto è stato riciclato. Nel caso sia l’ultimo, la sequenza dei numeri non ha interruzioni e dà l’impressione di essere completa.

 

 

  • MP

    Potrei sbagliarmi, ma ricordo che anche voi in un precedente articolo sosteneste questa “bufala” sui numeretti rossi. Oggi vi trovo sul fronte delle “smentite”, sempre che, come dicevo poc’anzi, io mi ricordi bene e di smentita quindi si possa parlare. Al contrario, chiedo venia.

  • Marco

    questa cosa dei numeri era uscita anche su altroconsumo (associazione di tutela consumatori),quindi mi chiedo chi ha ragione??

  • No MP abbiamo sempre smentito bufale come questa.

  • Pietro

    ma pensate solamente ai costi di recupero dei brick, apertura, svuotamento, rilavorazione e riconfezionamento… vi renderete conto immediatamente che sarebbe un processo molto più costoso della normale produzione, visti anche i bassi costi della materia prima…

  • Luka

    Confermo che è una bufala avendo avuto a che fare per anni con le confezionatrici tetrapak però è vero che si ricicla un sacco di roba marcia. Ti riporto quanto scritto su altro articolo sui prodotti Eurospin.

    Io ho lavorato per 10 anni per la Latte Sole adesso assorbita dalla Parmalat nello stabilimento di Ragusa che raccoglie il 90% del latte che poi la Latte Sole lavora o trasforma. A Ragusa si lavora per la produzione di Ricotta, Formaggi e Mozzarelle per tutta la Sicilia e parte della Calabria. Io mi occupavo del confezionamento delle mozzarelle imbustate, quelle con il liquido dentro per intenderci, e nel mio turno la mia postazione ne confezionava circa 90.000 su 3 marchi tutti distribuiti dalla Sole stessa. La “Brio”, sottomarca distribuita nei discount, la “Nuvoletta Sole” pompata dalla pubblicità ovunque e distribuita nei supermercati di marca e gastronomie e la “Novella”. TUTTE E 3 SONO LE STESSE !!! Si fermava la macchina, si cambiava la bobina del packeging e si riprendeva. Chiaramente la mozzarella marchio Sole, al dettaglio costa il 40% in più delle altre 2. Inoltre, non comprate MAI i panetti di mozzarella “per pizza” ci finisce dentro fino al 60% di mozzarella scaduta ritirata dai punti vendita. Stessa cosa per le scamorze affumicate e i cosi detti “galbanetti o galbanoni” o tutti quei prodotti a pasta filata per cucina. E questo lo fanno tutti. Chiedete ai negozianti cosa fanno con il latte, yogurt magro e mozzarelle invendute … vi diranno che la distribuzione lo lascia in conto vendita e lo ritirano sostituendoli col fresco. Lo Yogurt magro viene riciclato in quelli aromatizzati, il latte viene riciclato nella lavorazione degli yogurt, le mozzarelle vengono spacchettate a mano e aggiunte fino al 60% alla cagliata fresca nella lavorazione dei prodotti che generalmente non vengono consumati crudi…. altrimenti si avvertirebbe il sapore non proprio “fresco”. Le forme intere di formaggio imbustate sottovuoto e che sviluppano muffe, rientrano, si spacchettano, si lavano con l’idropulitrice, si ripassano dalla salamoia e reimpacchettate con nuova scadenza. Alla ricotta, per renderla bella bianca, a parte al sale e all’acido citrico viene aggiunta anche soda caustica. Inoltre, quando in superfice vedete delle chiazze più gialle, quella ricotta è stata fatta con siero liofilizzato o peggio “lattone”! Siero liofilizzato di scarsa qualità destinato ai vitellini. Stessa cosa capita con i prodotti della Ferrero che vengono ritirati da tutti i punti vendita prima dell’estate e riciclati nei ripieni di vari prodotti come i Rocher o altri che contengono creme al cacao e wafer sminuzzati. In autunno rieccoli nelle vetrine sotto mentite spoglie. Fate Voi!

  • Christian Pedrotti

    Una smentita richiede una prova, e qui non vedo prove…

  • MadM

    Ma che prova vuoi? O_o

  • Valentina
  • Fen

    E che prova avevi del fatto che la panna venga ripastorizzata? Te l’ha detto tuo cuggino che vive in america? Ma dai…

  • Giuseppina Alfinito

    ma non possiamo essere sicuri di niente?che avvilimento,leggo sempre i vostri suggerimenti e mi spavento sempre di più.Oltre l’inquinamento ambientale,vedi la terra dei fuochi,si aggiunge anche la truffa alimentare.Io ho avuto un tumore al colon e ancora ho paura,a questo punto devo dire “io,speriamo che me la cavo”su questa terra di lupi famelici.Ciao

  • Pietro

    confermo… sono un tecnico consulente del settore e purtroppo devo confermare quasi tutto…

  • Nello

    Semplice, per leggere la smentita qui sopra, quante pubblicità hai incontrato?

  • Beatrice Sarti

    perchè mai queste persone che sono al corrente di tutti questi loschi traffici (illegali, suppongo) invece che sbandierarli in forma anonima su questi siti, non fanno regolare denuncia alle autorità? scrivere qui non serve, se non a

    spaventare la gente, con affermazioni basate sul nulla. Non sto dicendo che non ci credo, solo che se è vero bisognerebbe fare qualcosa di concreto.

  • balokko

    per carità non metto in dubbio quello che dici, ma io ho lavorato in un caseificio della mia città, sono di Ascoli Piceno,che distribuisce in tutta italia e facevo proprio la mozzarella per pizza.Non ho mai usato scarti di altre lavorazioni o prodotti scaduti rientrati dai punti vendita; stesso discorso per la scamorza

  • Federica

    e riguardo al numero sotto le confezioni del latte? ho sentito dire che il numero indichi quante volte il latte è stato ripastorizzato..

  • fra

    questa l’ho sentita anch’io ma credo che a questo punto sia la stessa cosa….

  • Fra

    E poi sviluppiamo tumori?

  • Nicola Dal Corso