BARILLA: “Mai coppie gay nei nostri spot” e scoppia la polemica. I commenti dei consumatori.

Ioleggoletichetta cerca di insegnare ai consumatori a leggere l’etichetta dei prodotti senza farsi troppo condizionare dal marchio. Ma a volte l’idea e l’opinione radicata che si ha di una marca sopratutto se viene associata ad un prodotto famoso che ha fatto la storia della pasta in Italia come Barilla può fare la differenza nella decisione di acquisto. Barilla ha da sempre posto al centro della sua strategia di vendita una forte componente commerciale e di marketing praticamente totalmente incentrata sulla famiglia italiana e sui figli.

IL CASUS BELLI – Tutti noi ricordiamo i tanti spot televisivi della Barilla e del Mulino Bianco che hanno sempre posto un modello di famiglia classica al centro del proprio messaggio mediatico da veicolare agli italiani. Eppure da oggi molti consumatori prima ancora che dalla lettura dell’etichetta saranno condizionati ulteriormente dall’opinione derivante dalle parole di Guido Barilla che intervistato da Radio24, alla domanda provocatoria del perché non fa uno spot con coppie omosessuali risponde: Noi abbiamo una cultura vagamente differente. Per noi il concetto di famiglia sacrale rimane uno dei valori fondamentali dell’azienda. La nostra è una famiglia tradizionale. Se ai gay piace la nostra pasta e la comunicazione che facciamo mangeranno la nostra pasta, se non piace faranno a meno di mangiarla e ne mangeranno un’altra. Ma uno non può piacere sempre a tutti per non dispiacere a nessuno. Non farei uno spot con una famiglia omosessuale, ma non per mancanza di rispetto verso gli omosessuali che hanno il diritto di fare quello che vogliono senza disturbare gli altri, ma perché non la penso come loro e penso che la famiglia a cui ci rivolgiamo noi è comunque una famiglia classica. Tra l’atro la donna, per tornare all’argomento di prima, è fondamentale”.

 LE REAZIONI – Le affermazioni hanno generato un “sollevamento popolare di opinione” in rete che si può seguire monitorando su twitter ma anche su facebook gli hashtag #barilla #boicottabarilla e #iostoconbarilla. Tante le personalità politiche e dello spettacolo che hanno preso posizioni contro o a favore del manager italiano. Lo stesso sta avvenendo tra i consumatori che sui vari social attaccano o difendono le parole di Guido Barilla. Tra i giudizi negativi o di perplessità  dei consumatori ci sono ad esempio quelli di:

Emanuela Ingoglia che su Twitter ci scrive: “Non comprerò mai più pasta Barilla”

@AsinoMorto “Tutte ottime occasioni per verificare quanto questo paese sia arretrato e farsi domande sul perché.”

@MatteoGarno : “Guido Barilla non è molto sveglio se dice: “Comprate un’altra pasta”

@baba1976 scrive Perché la “diversità” (se così vogliamo chiamarla) fa così tanta paura?

@LaLesa tenta di smorzare i toni: “Io invito caldamente tutti ad ascoltare la registrazione prima di dare un giudizio #boicottabarilla #nonesageriamo” come anche @fortyca  “Possiamo criticare il pensiero del signor Barilla, però se certi argomenti diventano tabù ,nn c’è più libertà di opinione.”

ma ci sono anche commenti in difesa della famigli classica e delle parole di Barilla.

@pietroaragona lo difende in maniera decisa “Non ha detto nulla di offensivo, ed almeno si è preso la responsabilità di quello che ha detto. Cosa che non fa più nessuno”

@Maluborghesan “Ognuno è libero di pensare come crede..le idee degli altri vanno rispettate!”

Vanessa Castronovo “Non li ha offesi (ndr gli omosessuali), ha detto che preferisce lo spot con la famiglia classica. Saranno pure fatti suoi”

Roberto Rizzo: “Non capisco perché tutti sono sotto shock!!! Sará libero di decidere chi vuole nelle sue pubblicità o no?? Chi vivrá vedrá!!

@Lammammotta “Lui ha detto ciò che pensa anche rendendosi impopolare. e non fa il falso buonista come la maggior parte della gente.”

L’EFFETTO MEDIATICO – Migliaia di Tweet e commenti  su Facebook quindi che caratterizzeranno un episodio che mediaticamente sarà ricordato e che andrà ad incidere  sull’immagine che Barilla ha sempre difeso, quella della famiglia classica fatta solo da uomo e donna.  Nonostante il Tweet di scuse “Mi scuso molto per aver urtato la sensibilità di tanti. Ho il più profondo #rispetto per tutte le #persone senza distinzioni. Guido #Barilla” vi sarà inevitabilmente un forte  condizionamento del consumatore nella fase di decisione all’acquisto dei prodotti Barilla. Il rischio per l’Azienda è infatti quello di aver  colpito la sensibilità del consumatore omosessuale o anche semplicemente eterossessuale ma più progressista che si rifiuterà di acquistare i prodotti Barilla e Mulino Bianco perché  il marchio verrà identificato con un’idea poco progressista della Società e che “rifiuta” il consumatore fuori dagli schemi.  Ad amplificare il caso sono arrivati anche comunicati stampa di altre ditte come Ikea e Buitoni  e Garofalo dichiarando che le loro aziende sono aperte a tutti a differenza di Barilla. “A casa Buitoni c’è posto per tutti” dichiara la Buitoni. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Garofalo: “Le uniche famiglie che non sono Garofalo sono quelle che non amano la buona pasta”. Anche Ikea non poteva farsi sfuggire l’occasione per enfatizzare la propria immagine progressista, avendo inserito famiglie omosessuali negli spot: “Tutti devono essere rispettati. In Ikea stessi incentivi alle famiglie uomo donna o gay”, ha dichiarato Valerio di Bussolo, il responsabile relazioni esterne. In tutto che fine fa la lettura dell’etichetta e l’analisi della qualità del prodotto?

GUARDATE LA QUALITA’ – Qualche consumatore prova a riportare l’attenzione sui prodotti Barilla ancor prima che sulle parole del dirigente d’azienda sull’etichetta e sulla qualità degli ingredienti. @Giampietrogiova scrive “Comprare le cose in base alla qualità! Non spinti dalla pubblicità! Il mercato è libero perché io compro ciò che mi pare.” @biljaic “Gli stranieri non capiranno mai davvero la pasta se continuiamo a propinar loro della roba di grano tenero… :)” (probabilmente si riferisce alla vendita di pasta Barilla in Brasile in cui i consumatori apprezzano maggiormente la pasta che non rimane al dente e quindi con grano tenero…questione di gusti…)”  Samanta chiede: “Come riconoscere una buona pasta?”  Leggendo l’etichetta ovviamente!..e guardando anche i valori proteici. Le proteine infatti sono un discreto indicatore per conosce la qualità della pasta e non tutti gli italiani lo sanno che per legge ci devono essere un minimo di 10,5 g di proteine per 100gr di prodotto nella pasta a grano duro. Maggiore è la quantità di proteine riportata infatti, migliore sarà infatti la qualità della pasta. Il grano duro ha più proteine rispetto al tenero. Questa qualità si trasferisce alla semola e di conseguenza alla pasta. Maggiore è il tenore di proteine nella pasta, maggiore è la sua capacità di formare in cottura una maglia glutinica (una sorta di reticolo che le proteine del glutine formano intorno alle molecole di amido) serrata che riesca a intrappolare l’amido. Le proteine sono responsabili del dente della pasta, l’amido della collosità. Il quantitativo di proteine lo trovate leggendo l’etichetta. Le proteine della semola di grano duro, quindi a contatto con l’acqua durante la fase di formazione dell’impasto, creano un reticolo proteico assai compatto, il glutine, che conferisce alla pasta cotta consistenza ed elasticità e trattiene l’amido, evitando la collosità che è il difetto meno tollerato dal consumatore italiano (non dai Brasiliani evidentemente). Maggiore è la percentuale di proteine nel grano duro e nella semola da esso derivata migliore sarà la consistenza e minore la fuoriuscita di amido durante la cottura. L’ideale è un contenuto proteico che si avvicina o supera il 14%, ma non si trova frequentemente sugli scaffali anche perché è difficoltoso e piuttosto costoso reperire grano duro in grado di assicurare, dopo la sua trasformazione in semola, una tale quantità di proteine nel prodotto finale. Un elevato contenuto proteico consente, pertanto, di avere una pasta che dopo la cottura è consistente ed elastica, prende facilmente il condimento, non si sfalda e, una volta scolata, sarà priva di quella indesiderata patina collosa che la fa ammassare sul piatto. Una pasta così  non c’è che dire…piacerebbe a tutti omosessuali inclusi e farebbe andare tutti d’accordo, spot con coppie omosessuali permettendo ovviamente.

 

  • Domenico Melia

    io compro il prodotto non lo sciocchezzaio che gli fa da contorno. Mai comprato Barilla o Mulino Bianco e mai comprerò questi prodotti con il prezzo gonfiato dal costo pubblicitario.

  • Stefano

    Beh, direi che é ben libero di decidere insieme ai suoi consulenti pubblicitari quale tipo di modelli usare per reclamizzarsi, se poi la comunità omosessuale vorrà boicottare il prodotto …se parliamo della pasta a mio parere non si perdono gran che…