Tonno radioattivo? Fukushima, FAO 61 FAO 71 i nomi e le sigle che spaventano. Facciamo chiarezza.

Sta letteralmente impazzando sul web l’allarme relativamente al Tonno radioattivo. Il messaggio ingannevole è il seguente “Controllate il tonno più economico che trovate nei supermercati, dove c’è stampato FAO 61 o FAO 71 è tonno proveniente dal mar del Giappone dov’è stata riversata l’acqua contaminata di Fukushima. Molti produttori fanno inscatolare il tonno in località non sospette con etichette italiane o europee per non far capire che il pescato proviene dal Giappone. Controllate sempre il numero Fao.” L’allarme è fuorviante  e ingannevole perché vengono messe in relazione due zone diverse: la 61 che riguarda Oceano Pacifico del Nord Ovest, zona che comprende l’area del Giappone, dove non viene pescato il tonno qualità pinne gialle commercializzato e venduto in scatola in Italia, con la zona 71 antistante Filippine, Indonesia, Papua Nuova Guinea e Australia del Nord, questa si zona di pesca del tonno pinne gialle, ma distante migliaia di km di distanza dalla zona del disastro nucleare. Inoltre i tonni pinne gialle della zona 71 non sono più economici dei tonni pinne gialle pescati nelle zone ad esempio 51 e 57 dell’Oceano Indiano.

zonefao
COSA SONO LE ZONE FAO. Sono le zone di pesca in cui è stato suddiviso il globo dalla FAO
http://www.fao.org/fishery/area/search/enZONE DI CATTURA
ZONE DI CATTURA
Atlantico nord-occidentale Zona FAO n. 21
Atlantico nord-orientale Zona FAO n. 27
Mar Baltico Zona FAO n. 27.III.d
Atlantico centro-occidentale Zona FAO n. 31
Atlantico centro-orientale Zona FAO n. 34
Atlantico sud-occidentale Zona FAO n. 41
Atlantico sud-orientale Zona FAO n. 47
Mar Mediterraneo Zone FAO n. 37.1, 37,2 e 37,3
Mar Nero Zona FAO n. 37,4
Oceano Indiano Zone FAO n. 51 e 57
Oceano Pacifico Zone FAO n. 61, 67, 71, 77, 81 e 87 le zone che interessano a noi http://www.fao.org/docrep/w1310e/w1310e04.htm
Atlantico Zone FAO n. 48, 58 e 88

IL TONNO IN SCATOLA PINNE GIALLE NON PROVIENE DALL’AREA 61- Il tonno pinne gialle che è la tipologia di tonno venduto nei supermercati e confezionato in scatola o vetro è pescato nella zona 71 (Pacifico Occidentale Centrale – antistante Filppine, Papua Nuova Guinea, Indonesia e Australia del nord) o nella aree dell’ Oceano Indiano (zone FAO 51 e 57) caratterizzate da calde acque tropicali molto più calde rispetto a quelle della zona 61 dove non è presente questa tipologia di tonno per le temperature più fredde. La zona FAO 71 (il cui confine a nord dista 4000 km da Fukushima e quello a Sud raggiunge l’Australia) fornisce una buona fetta del tonno a pinne gialle (oltre il 60%) mondiale. Il tonno proveniente dalla zona 71 non è affatto “più economico” di altri come invece si vuole far credere dai post allarmistici messi in giro. Il tonno a pinne gialle inscatolato e lavorato in larga prevalenza in Italia non è quindi presente nell’area 61 (quella che dall’artico arriva fino al Giappone) poiché predilige le acque calde tropicali che non sono tipiche dell’area antistante il Giappone. Quindi i post messi in rete allarmistici sono ingannevoli.

NELLA ZONA 61 ALLORA COSA SI PESCA? – Nella zona 61 che interessa l’area della fuga radioattiva a differenza del tonno pinne gialle è pescato altro tipo di pesce, come il tonno rosso che si trova anche nel Pacifico Nord. Occidentale e nel Mar Mediterraneo http://www.fao.org/docrep/w1310e/w1310e04.htm. La zona di pesca 61 che è l’unica eventualmente a rischio è stata oggetto anche di controlli e di raccomandazioni da parte dell’UE  che ha dato mandato ai Paesi membri di fare controlli a campione per controllare il quantitativo di Caesio- 134 e Caesio-137

RADIOATTIVITA’ –  Uno studio apparso sui “Proceedings of the National Academy of Sciences” a firma di Nicholas S. Fisher della Facoltà di scienze marine e atmosferiche della Stony Brook University, nello Stato di New York, ha calcolato le dosi a cui è stato esposto l’insieme della flora e della fauna del Pacifico, e le possibile conseguenze sanitarie per l’essere umano, quantificando in particolare il rischio per il livello di esposizione della popolazione statunitense, che è risultato trascurabile perché molto inferiore al livello di radioattività naturale e ad altre fonti di radioattività quali gli apparecchi medicali o i viaggi in aereo. Leggi: http://www.lescienze.it/tonno_contaminazione_radionuclidi_fukushima-1685423/

geiger_tonno_non_radioattivo

REAZIONI DEI CONSUMATORI – C’è qualche consumatore come Alessandro Nalli, che per rassicurare gli altri ha postato su facebook la foto del suo misuratore Geiger (vedi foto sopra) che segnala la totale assenza di radioattività proveniente dalle scatolette di tonno se non quella naturale. “Ho controllato alcune scatolette di varie marche che avevo con il mio contatore geiger – scrive Alessandro aggiungendo – nessuno uomo di mondo dovrebbe farselo mancare e sinceramente non ho misurato NESSUNA RADIOATTIVITA’ (oltre quella naturale di fondo, tanto per dire che lo strumento funziona).” E all’obiezione di qualcuno che gli scrive “Dovresti sapere che le radiazioni non escono dalla scatola chiusa” risponde “i raggi gamma escono eccome, comunque una l’avevo pure aperta.” 


Qualche consumatore allarmato ci chiede: “
Ma perché non consumiamo tonno pescato nel Mediterraneo?” Se la domanda è relativa al tonno qualità pinne gialle, la risposta è che nel Mediterraneo è assente questo tipo di pesce. Nel Mediterraneo (FAO 37) è invece presente il tonno rosso, molto più pregiato del tonno giallo e più costoso. Il tonno rosso si trova anche nell’area incriminata FAO 61 del Pacifico Nord. Occidentale e nell’Atlantico Nord Orientale e nell’Atlantico Nord Occidentale (FAO 21 e FAo 27) ma è un pesce capace di arrivare a costare centinaia di €/kg. Il tonno rosso noto per il colore rosso delle sue carni, è il tonno per eccellenza per il sashimi dei giapponesi e infatti è molto richiesto proprio dal Giappone che consuma l’80% del tonno rosso de Mediterraneo, tanto più apprezzato quanto di taglia grande e quindi con maggior massa grassa. Può raggiungere dimensioni superiori ai tre metri e superare i 500 Kg di peso. La lenta crescita e riproduzione, abbinata al massiccio sfruttamento ne fanno una tra le specie più a rischio estinzione purtroppo.


CONTROLLI E TRASPARENZA –
Detto ciò sappiamo bene che in queste ore i consumatori allarmati staranno leggendo le etichette del tonno che hanno a casa cercando le sigle FAO 61 e 71, pubblicando le foto in rete. E’ bene specificare che la norma sull’etichettatura dei prodotti ittici non obbliga all’indicazione della zona di pesca in etichetta nel caso del tonno inscatolato (ma solo nel caso del prodotto non trasformato), quindi non è detto che troviate questa indicazione. Solo aziende che hanno scelto la via della trasparenza la indicano e paradossalmente sono quelle in questo momento più prese di mira rispetto a quelle che non hanno specificato la zona di pesca. Un esempio è il tonno della Coop  il cui tonno è lavorato e confezionato da Nino Castiglione: per trasparenza verso il consumatore viene specificata l’area di pesca del proprio tonno nella zona FAO 71 Pacifico Occidentale Centrale antistante Filppine, Papua Nuova Guinea, Indonesia e Australia del nord. La zona 71, il cui confine a nord dista 4000 km da Fukushima e quello a Sud raggiunge l’Australia, come abbiamo detto non è corretto equipararla alla zona 61 sia per la grande distanza dal Giappone sia perché in quella zona non si trova il tonno a pinna gialla.

Anche produttori come Asdomar specificano in una pagina di chiarimento la sicurezza del tonno pescato nella zona FAO 71:
In relazione a quanto avvenuto in Giappone a partire dall’ 11 di Marzo 2011, desideriamo rassicurare i consumatori e i clienti sulla sicurezza e la qualità di tutti i nostri prodotti ASDOMAR. Non acquistiamo nè abbiamo mai acquistato tonno proveniente dalla zona FAO 61 – Oceano Pacifico del Nord Ovest, zona che comprende l’area del Giappone, l’unica dichiarata eventualmente a rischio, secondo quanto indicato dalla Unione Europea.
Utilizziamo per le nostre produzioni esclusivamente tonno a pinne gialle che non vive in quelle acque per via delle temperature troppo basse. Il nostro tonno viene infatti pescato nelle calde acque tropicali degli oceani Indiano (zone FAO 51 e 57) e Pacifico Occidentale Centrale (zona FAO 71), quindi in questo ultimo caso, lontano dalle acque antistanti il Giappone.
 
La nostra produzione viene effettuata in conformità alle leggi europee e nazionali secondo quanto stabilito dal “pacchetto igiene” (Regolamenti CE 852/04, Regolamento CE 853/04 e Regolamento CE 178/02), che impone regole igienico sanitarie e di sicurezza da adottare in tutte le produzioni alimentari e lungo tutta la filiera produttiva.Effettuiamo numerosi e severi controlli sulla materia prima, per garantirvi un prodotto di elevata qualità, pregiate caratteristiche organolettiche e, soprattutto, certificata sicurezza, pilastro fondamentale del rapporto di fiducia con il consumatore.
 
A titolo di ulteriore rassicurazione dei consumatori, già dal 2011 monitoriamo l’eventuale presenza di isotopi radioattivi attraverso misurazioni che vengono effettuate direttamente allo scarico dei tonni dell’oceano Pacifico che arrivano interi nel nostro stabilimento.
tonnoinscatolaradioattivo
  • paolo

    Non hai capito che nella zona 71 a causa delle acque fredde non vive e non ci emigra il tonno pinne gialle ed è solo il pinne gialle che viene inscatolato?

  • paolo

    Ah ah ah, attento che qualcuno potrebbe crederti!

  • paolo

    Per fortuna che ci sono i genii come te a farci queste rivelazioni.

  • Kasper Schmidt

    Un momento, la questione delle correnti migratorie non è peregrina
    :
    http://www.iaea.org/newscenter/focus/fukushima/seafoodsafety0511.pdf

    “the European Commission recommends its Member States to monitor on a random basis the radioactive levels in seafood caught in FAO Major Fishing Area 61 as well as (of lesser importance) in FAO Major Fishing Areas 67, 71 and 77”

  • Remo

    Ad ogni modo ti sbagli , il tonno può raggiungere velocità massime di 60 km/h e non di 115 km/h …. non è un Ghepardo , hihh !!
    Hai solo confuso km con mg ….. niente di grave !!!!!

  • Eh, quante parole sprecate! Ed io che rispondo anche. Ma una ricerchina su google no? A seconda della fonte vedrai che la velocità massima è stimata tra gli 80 e i 115 km/h
    http://www.eat-ing.net/getpage.aspx?id=46#1
    E comunque non mi sembra che mnon sia questo il punto della questione. O sbaglio?!?

  • MauroMad

    certo come se le verdure sono piu sane del pesce…ma fammi il favore!

  • mr

    vedi immagine su acque contaminate

  • Ti ringrazio per aiutarmi a rivedere le mie abitudini alimentari invece di discutere dell’articolo. Evidentemente, e “stranamente”, deficiti in ragioni per giustificare l’assunzione di pesce radioattivo

  • Edo

    E infatti non la dichiarano

  • Edo

    Pensa che avevo anche voglia di iscrivermi alla newsletter.
    Dopo questo tragicomico intervento a favore dei produttori di tonno, non mi sembra più il caso di farlo.

  • Cloro Al Clero

    Sei l’esempio di ciò che la presunta cultura e informazione può generare su internet se non correttamente guidata da una forma mentis che permetta, fondamentalmente, di discernere le stronzate dalle cose con fondamento, nel miglior caso il “metodo scientifico”, ma è pretendere tanto, lo so.

    Tutto qua.
    Il resto è disponibile su enciclopedie, online e non.

    Ma chiaramente se TUTTO è un complotto e OGNI verità ci viene nascosta, ci saranno scritte balle nelle enciclopedie ecc.

  • sara

    “i raggi gamma escono eccome, comunque una l’avevo pure aperta.” forse avrebbe fatto bene ad aprirle tutte, una non ha certo valore statistico. Comunque, lo stronzio-90 e il cesio-137 decadono beta, raggi che possono essere bloccati anche da un sottile strato di alluminio, se non sbaglio.

  • slego

    Che ne penso io? Che c’entra un cazzo con le radiazioni (o credi che le radiazioni si misurino in cm?).

  • davide

    intanto il confine 61-71 non dista 4000km ma circa 2000Km da Fukushima…senza contare che correnti e pesci si spostano eccome..

  • ermanno rahe

    MA, CI STIAMO AVVICINANDO ALLA FINE DEL MONDO ALLA VELOCITA’ DELLA LUCE E VOI LITIGATE DA DOVE VIENE IL TONNO. E’ QUESTO CHE VOGLIONO LE MULTINAZIONALI CHE COMANDANO NEL MONDO “NON FARCI UNIRE”, METTIAMOCI D’ACCORDO PER FARE DELLE PROTESTE POSITIVE (QUALCUNO RICORDA LA PROTESTA DEI MILANESI AI TEMPI DEGLI AUSTRIACI, MESSO TASSA SUI SIGARI,NESSUNO FUMAVA PIU’ SIGARI) QUESTE SONO LE PROTESTE PER TAGLIARE LE GAMBE AL CAPITALISMO SELVAGGIO.

  • Alquanole

    Tutti i composti organici sono, in un modo o nell’altro, radioattivi. Come crede funzioni la datazione al carbonio 14?
    Comunque, se si riferisce a questo studio “Pacific bluefin tuna transport Fukushima-derived radionuclides from Japan to California” i tonni pescati in California hanno mostrato un aumento della radioattività emessa di circa 10 Bequerel al kilogrammo. Per confronto una normale banana emette mediamente 30 Bequerel per via del naturale contenuto di potassio 40 (ovvero 3 kg di tonno irraggiano come una banana da 200 grammi).

  • Fulvio

    Clicca sul link qui sotto e potrai vedere un video di una simulazione secondo il modello HYSPLIT del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) che mostra un continuo rilascio di particelle radioattive di cesio-137 emesso dalla centrale di Fukushima non limitato alla sola zona dell’incidente.

    http://www.youtube.com/watch?v=333NJQsUVVM&feature=share&list=UUZiWDEG7NHmnBS60JdSFMxg

  • basta vegani!!!!

    i vegetariani/vegani si attaccano pure alle bufale pur di far proseliti nella loro strampalata teoria nutrizionale….

  • basta vegani!!!

    pure qui i vegani a rompere i coglioni? vi attaccate pure ad una panzana per diffondere le vostre stupidaggini? ebbasta con sti vegani!!!!

  • basta vegani!!!

    vegano datti fuoco!

  • Te l’ho detto che ti fa male! Gli ormoni della carne ti rendono aggressivo. Mangia meno carne, e poi riuscirai a concentrarti e magari anche capire la differenza tra un vegano ed un vegetariano

  • sicania

    IO HO FATTO UNA MIA RICERCA PERSONALE, ANDATE NEL SITO DEL NOAA, ORGANISMO STATUNITENSE PER L’AMBIENTE E VEDETE COME SI STA DIFFONDENDO LA RADIOATTIVITA0, CHE SECONDO ALCUNI “SCIENZIATI” E’ INFERIORE A QUALLE NATURALE, ALLORA CARO SCIENZIATO..del …….DALLA CENTRALE DI FUCUSCIMA E’ USCITA CIOCCOLATA.
    Come può un uomo di scienza fare tale dichiarazioni, secondo me siamo davanti alle stesse persone che 30/40 anni fà dicevano che l’amianto nelle ETERNIT era innocuo.

    Un’altra cosa importante: i tonni non conoscono confini.

  • Marco

    noi abbiamo un esempio lampante col napoletano, i pomodori e le altre colture coltivate sui terreni contaminati li acquistano le aziende straniere a prezzi stracciati. Vai a dire ad un consumatore svedese che sta mangiando una passata di pomodoro coltivato a Caivano sopra una discarica di prodotti industriali!!
    Rassegnamoci questa gente fa quello che vuole di noi,

  • Victoria

    Non avete visto le ultime notizie. L’acqua del reattore danneggiato è già arrivato in
    Canada, in America del Nord, vuol dire la California e sta già scendendo a Sud fino all’America del Sud. Tra un paio d’anni sarà anche nel’Atlantico. Dunque siamo finiti. Non potremo più mangiare pesce, perché tra 5 anni la radioattività sarà anche nel Mediterraneo. Almeno che i governi del mondo non faciano qualche cosa per fermare questo disastro. Non sembra che lo vogliano fare. Dunque radioattività anche nel aria che respiriamo, come negli Stati Uniti.

  • Vittorio

    Ho qualche perplessità sulle vostre affermazioni andando a leggere in questo link
    http://www.thesleuthjournal.com/radioactive-water-from-fukushima-is-systematically-poisoning-the-entire-pacific-ocean/
    I
    Lascio a voi la valutazione

  • “L’oceano Pacifico è morto, è svuotato di ogni vita….. il racconto struggente, tragico e a suo modo poetico di un marinaio, Ivan Macfadyen, che ha ripetuto la traversata del Pacifico effettuata dieci anni fa. Allora fra l’Australia e il Giappone bastava buttare la lenza per procurare pranzo e cena succulenti. Stavolta in tutto due sole prede. Dal Giappone alla California, poi, l’oceano è diventato un deserto assoluto formato da acqua e rottami. Nessun animale. Non un solo richiamo di uccelli marini…. nulla di vivo per oltre 3.000 miglia nautiche. …. E poi la parte più allucinante del viaggio, quella dal Giappone alla California, costantemente accompagnata dalla gran quantità di rottami trascinati in mare dallo tsunami del 2011, quello che ha innescato la crisi di Fukushima… dice di aver raccolto campioni destinati ad essere esaminati per la radioattività e di aver compilato durante il viaggio questionari periodici in seguito a richieste provenienti dal mondo accademico statunitense. Però non si può non pensare a Fukushima quando Macfadyen afferma che nelle acque del Giappone il Funnel Web ha perso il suo colore giallo brillante e quando dice che uno dei pochissimi esseri viventi incontrati dal Giappone alla California era una balena che sembrava in fin di vita per un grosso tumore sul capo. Il Pacifico è morto – si è rotto, per usare l’espressione di Macfadyen – e l’ha ucciso il genere umano….

  • L’oceano Pacifico è morto, è svuotato di ogni vita….. il racconto struggente, tragico e a suo modo poetico di un marinaio, Ivan Macfadyen, che ha ripetuto la traversata del Pacifico effettuata dieci anni fa. Allora fra l’Australia e il Giappone bastava buttare la lenza per procurare pranzo e cena succulenti. Stavolta in tutto due sole prede. Dal Giappone alla California, poi, l’oceano è diventato un deserto assoluto formato da acqua e rottami. Nessun animale. Non un solo richiamo di uccelli marini…. nulla di vivo per oltre 3.000 miglia nautiche. …. E poi la parte più allucinante del viaggio, quella dal Giappone alla California, costantemente accompagnata dalla gran quantità di rottami trascinati in mare dallo tsunami del 2011, quello che ha innescato la crisi di Fukushima… dice di aver raccolto campioni destinati ad essere esaminati per la radioattività e di aver compilato durante il viaggio questionari periodici in seguito a richieste provenienti dal mondo accademico statunitense. Però non si può non pensare a Fukushima quando Macfadyen afferma che nelle acque del Giappone il Funnel Web ha perso il suo colore giallo brillante e quando dice che uno dei pochissimi esseri viventi incontrati dal Giappone alla California era una balena che sembrava in fin di vita per un grosso tumore sul capo. Il Pacifico è morto – si è rotto, per usare l’espressione di Macfadyen – e l’ha ucciso il genere umano….

  • “L’oceano Pacifico è morto, è svuotato di ogni vita….. il racconto struggente, tragico e a suo modo poetico di un marinaio, Ivan Macfadyen, che ha ripetuto la traversata del Pacifico effettuata dieci anni fa. Allora fra l’Australia e il Giappone bastava buttare la lenza per procurare pranzo e cena succulenti. Stavolta in tutto due sole prede. Dal Giappone alla California, poi, l’oceano è diventato un deserto assoluto formato da acqua e rottami. Nessun animale. Non un solo richiamo di uccelli marini…. nulla di vivo per oltre 3.000 miglia nautiche. …. E poi la parte più allucinante del viaggio, quella dal Giappone alla California, costantemente accompagnata dalla gran quantità di rottami trascinati in mare dallo tsunami del 2011, quello che ha innescato la crisi di Fukushima… dice di aver raccolto campioni destinati ad essere esaminati per la radioattività e di aver compilato durante il viaggio questionari periodici in seguito a richieste provenienti dal mondo accademico statunitense. Però non si può non pensare a Fukushima quando Macfadyen afferma che nelle acque del Giappone il Funnel Web ha perso il suo colore giallo brillante e quando dice che uno dei pochissimi esseri viventi incontrati dal Giappone alla California era una balena che sembrava in fin di vita per un grosso tumore sul capo. Il Pacifico è morto – si è rotto, per usare l’espressione di Macfadyen – e l’ha ucciso il genere umano…

  • “L’oceano Pacifico è morto, è svuotato di ogni vita….. il racconto struggente, tragico e a suo modo poetico di un marinaio, Ivan Macfadyen, che ha ripetuto la traversata del Pacifico effettuata dieci anni fa. Allora fra l’Australia e il Giappone bastava buttare la lenza per procurare pranzo e cena succulenti. Stavolta in tutto due sole prede. Dal Giappone alla California, poi, l’oceano è diventato un deserto assoluto formato da acqua e rottami. Nessun animale. Non un solo richiamo di uccelli marini…. nulla di vivo per oltre 3.000 miglia nautiche. …. E poi la parte più allucinante del viaggio, quella dal Giappone alla California, costantemente accompagnata dalla gran quantità di rottami trascinati in mare dallo tsunami del 2011, quello che ha innescato la crisi di Fukushima… dice di aver raccolto campioni destinati ad essere esaminati per la radioattività e di aver compilato durante il viaggio questionari periodici in seguito a richieste provenienti dal mondo accademico statunitense. Però non si può non pensare a Fukushima quando Macfadyen afferma che nelle acque del Giappone il Funnel Web ha perso il suo colore giallo brillante e quando dice che uno dei pochissimi esseri viventi incontrati dal Giappone alla California era una balena che sembrava in fin di vita per un grosso tumore sul capo. Il Pacifico è morto – si è rotto, per usare l’espressione di Macfadyen – e l’ha ucciso il genere umano..

  • Dereck

    Domanda: nell’articolo non ho capito perché nel Mediterraneo non si pesca più tonno pinna gialla.
    Non è forse perché se andiamo avanti così, portiamo all’estinzione un’altra specie?
    Ioleggol’etichetta.it ha un compito etico non da poco: assecondare i consumi o responsabilizzare?
    Ci

  • marco

    Ma non vi vergognate ad insultare così una persona che ha semplicemente rispetto per gli animali? tutti bravi a parlare dietro al computer. A mio parere sono solo da ammirare. Lo dice uno che mangia carne e pesce, ma che sta cercando di minimizzarne le quantità visto come vengono trattati gli animali. Inoltre non ci vuole un genio per capire che ci prendono tutti per il culo piuttosto che rinunciare a fare soldi. Attualmente non ho le conoscenze per sapere che danni possano fare alla salute questi tonni pescati zona FAO71, però è sicuro che mi fido poco. Un paio di domande in più se fossi in voi me le farei, senza che veniate considerati fobici.

  • ma nn lo hanno ancora capito che l’acqua si sposta? e evapora e così via? la radioattività è arrivata fino in america attraverso il mar pacifico

  • Anna Aiello

    il tonno in scatola si mangia si e nouna volta la settimana,le sigarette che fumate on barba a tutti i morti per decine di patologie correlate invece continuate a fumarle tutti i giorni,e in casa vostra,e l’auto la guidate lo stesso,e continuate a vivere in citta’ superinquinate. che mondo ridicolo…

  • alfredo

    perchè bisogna far chiarezza basta a fare etichette chiare poi noi consumatori faremo il resto fate le etichette per le persone ignoranti come me così capiscono tutti……….

  • spartacvs

    Mai letto tante stronzate pseudoscentifiche in un solo commento…siete tutti fatti a stampino voi animalari

  • spartacvs

    Lette*

  • Raffaella

    Il signor Alessandro Nalli é incompetente in materia di radioattività. La radioattività negli alimenti si misura in attività ossia in Bq/Kg con un apparecchio che si chiama spettrometro gamma. Il contatore Geirger misura l’esposizione, ma difficilmente potrebbe rilevare qualcosa in un campione alimentare, nemmeno se provenisse da una zona contaminata. Figuratevi che noi con la nostra camera di ionizzazione non rileviamo alcun valore di esposizione sulla nostra sorgente gamma che contiene una miscela di 12 radionuclidi con attività di qualche migliaia di Bq/Kg usata per la taratura del sistema di spettrometria gamma.

  • Stefano

    Ahahahaha sisi convinta moriremo tutti

  • wotongo

    la radioattività può essere di raggi gamma, di elettroni o di raggi alfa.
    gli alimenti che entrano nel nostro corpo dovrebbero essere controllati
    anche per i nuclei di elio, i quali notoriamente non passano il metallo,
    e sono rilevabili solo con contatori a finestra di mica molto sensibili.