SEI UN ITALIANO CHE VIVI ALL’ESTERO? RACCONTACI LA TUA ESPERIENZA. Un consumatore con il nickname “Su Pippu” ci scrive su Facebook: “Che tristezza, io vivo in Inghilterra e qui l’unica cosa che c’è scritta sui prodotti di presunta origine italiana è “Prodotto in Italia”. Propongo il gruppo “Io VORREI leggere l’etichetta (ma non posso)” per tutti gli espatriati come me. “ Ha perfettamente ragione Su Pippu, la normativa europea non obbliga a scrivere l’indirizzo dello stabilimento di produzione e questo significa che gli stessi produttori italiani che esportano all’estero non indicano in quale stabilimento producono perché non sono obbligati a farlo. E lo stesso possiamo riscontrare sui prodotti che acquistiamo in Italia provenienti dall’estero: pensate ai prodotti in Germania venduti alla Lidl. Provate a cercare
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Mara Palladini ci scrive: “Visto che state attenti e incentivate il consumo critico immagino siate attenti anche al non spreco e all’ambiente. Ecco riguardo allo spreco ieri parlavo con una mia amica sulla raccolta differenziata. Io la faccio da sempre e qui da me c’è anche la raccolta dell’organico/umido. Non vi potete rendere conto di quanto organico con scarti di cibo si produce! ed è rifiuto ecocompatibile al 100%! A seguire produciamo sacchi con moltissima carta ho i miei figli che disegnano molto poi plastica e vetro. Di fatto l’organico lo buttiamo tutti i giorni, la spazzatura normale ogni 3-4 giorni, la carta tutte le settimane, plastica e vetro ogni 2 settimane. Ora questa mia amica si rifiuta di fare la raccolta differenziata e le

I CONSIGLI di Io leggo l’etichetta per risparmiare. Lo sapevate che tagliando un tubetto di crema, dentifricio o altro prodotto prima di buttarlo definitivamente potete recuperare il 5% del prodotto? Lo avete mai fatto? Avete finito il dentifricio, la crema per il corpo, una pomata o qualsiasi altro prodotto o cibo confezionato in un tubetto e state impazzendo cercando di spremere l’impossibile? La maggior parte delle persone buttano il prodotto non ancora completamente utilizzato. Provate a tagliare il tubetto con le forbici. Vedrete che vi sarà ancora un 5% di prodotto inutilizzato. Così risparmiate riducendo lo spreco! Avete mai provato? Raccontatecelo e passate parola. Il risparmio con Io leggo l’etichetta inizia e finisce in maniera intelligente. E ora sempre in tema di creme leggi il nostro articolo RISMPARMIARE…IN BELLEZZA. LA NOSTRA INDAGINE SUL CAMPO con la comparazione di creme per il viso sia a

Pubblichiamo, con sommo piacere, così come l’abbiamo ricevuto, il lavoro della 2F del liceo Bellini di Novara che ha reso Io leggo l’etichetta attività di studio. CLICCA PER SCARICARE IL PDF Il lavoro della 2F del Liceo Bellini di Novara è la prova di come Io leggo l’etichetta stia generando consapevolezza arrivando a coinvolgere il cuore della formazione dell’individuo, la scuola italiana da cui usciranno i consumatori di domani. Un’intera classe, di giovani e volenterosi ragazzi, ha autonomamente voluto approfondire lo studio delle etichette dei prodotti, fotografandoli e facendo le comparazioni con tanto di scontrino, scoprendo che a partire dall’indicazione dello stabilimento di produzione, con un gioco simile al memory o al trova le differenze spesso i prodotti coincidono ma hanno prezzi diversi. Questi ragazzi, guidati
