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SEI UN ITALIANO CHE VIVI ALL’ESTERO? RACCONTACI LA TUA ESPERIENZA. Un consumatore con il nickname “Su Pippu” ci scrive su Facebook: “Che tristezza, io vivo in Inghilterra e qui l’unica cosa che c’è scritta sui prodotti di presunta origine italiana è “Prodotto in Italia”. Propongo il gruppo “Io VORREI leggere l’etichetta (ma non posso)” per tutti gli espatriati come me. “ Ha perfettamente ragione Su Pippu, la normativa europea non obbliga a scrivere l’indirizzo dello stabilimento di produzione e questo significa che gli stessi produttori italiani che esportano all’estero non indicano in quale stabilimento producono perché non sono obbligati a farlo. E lo stesso possiamo riscontrare sui prodotti che acquistiamo in Italia provenienti dall’estero: pensate ai prodotti in Germania venduti alla Lidl. Provate a cercare

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UTILIZZARE TUTTA L’ENERGIA DELLE PILE – Quanti di voi hanno a casa accumulate in qualche cassetto, barattolo, busta delle batterie che siete in attesa di buttare? Siete sicuri che quelle batterie siano totalmente scariche? La maggior parte delle persone butta le pile “usa e getta” con ancora molta energia dentro. Addirittura il 40% con danni per il portafoglio e per l’ambiente. Il problema deriva dall’associare lo smettere di funzionare di un determinato apparecchio allo scaricamento totale delle pile che vengono quindi buttate perché ritenute scariche. Ma non è così! Buttare le pile non completamente scariche è uno spreco di energia, di soldi e un danno per la salute ambientale e dell’uomo. Impariamo in tempo di crisi a fare tesoro di semplici accorgimenti. Gli apparecchi che

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RISCHIO CONSUMATORI USATI COME DISCARICA CON CARNE DI CAVALLO NON DESTINATA AL CIRCUITO ALIMENTARE. BENE I CONTROLLI ANCHE IN ITALIA. POSSIBILE TRUFFA ANCHE A DANNO DI AZIENDE ITALIANE. Ritirate a Brescia lasagne con carne equina. Negativi invece i test sui campioni Nestlè Riscontrato un caso di positività in confezioni prodotte da un’azienda bolognese. Risultati negativi per i campioni della Nestlè raccolti in provincia di Torino. Il ministero della Salute ne ha disposto il dissequestro. Intanto in Francia il ministero dell’Agricoltura dà l’allarme per alcune carcasse contaminate provenienti dalla Gran Bretagna Se si dovesse accertare in Italia e all’estero che la carne di cavallo omessa dagli ingredienti riportati in etichetta non fosse destinata al circuito alimentare possiamo dire a tutti gli effetti che le persone, i

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Rotolino, rotolo, o rotoletto un velo, doppio velo, triplo velo ma quello che fa davvero la differenza è la grandezza del foglio di carta che fino ad oggi era di 20 cm di lunghezza. Ma perché non strapparne la metà? Metà foglio di scottex per molte funzionalità è più che sufficiente. Un accorgimento questo che raddoppierebbe la “vita” del rotolo e che ci consentirebbe di risparmiare anche il 50% all’anno di spesa sullo scottex. Qualche ditta produttrice come Airtissue srl Via Boccardo – Genova che commercializza il marchio Tenderly, ci ha pensato e propone sul mercato rotoli con la seghettatura del foglio di scottex ogni 10 cm anziché ogni 20 cm. Il risparmio è intelligente e in questo momento abbraccia una corretta filosofia di business

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Parliamo di pandoro e panettone, prodotti tipici natalizi che in questi giorni di certo non mancheranno nelle case degli italiani. Sono svariate le marche e le tipologie di questi dolci presenti in commercio, ma come essere sicuri che il prodotto abbia un buon rapporto tra qualità e prezzo? Partiamo da un punto fermo: se i prodotti riportano il nome di PANETTONE o PANDORO devono per legge (D.M. del 22/07/2005) rispettare un disciplinare di produzione che prevede il solo utilizzo di ingredienti specifici come ad esempio solo uova fresche di categoria A e burro. Quindi non dovrete mai trovare un Panettone o un Pandoro che presenta tra gli ingredienti olio vegetale. Se lo trovate segnalatecelo o segnalatelo alle autorità competenti. E’ infatti vietata la presenza di ingredienti

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